Pasquale D’Ascola è stato eletto nuovo primo presidente della Corte di Cassazione. La nomina è arrivata oggi dal plenum straordinario del Consiglio Superiore della Magistratura, con una votazione che si è conclusa con un vero e proprio testa a testa: 14 voti a favore per D’Ascola contro i 13 ottenuti dal rivale Stefano Mogini, segretario generale della Cassazione.
Un’elezione decisa da un solo voto di scarto, che ha evidenziato la spaccatura interna al Csm. Decisivo il voto del consigliere laico di Italia Viva Ernesto Carbone. Cinque i componenti che si sono astenuti, tra cui la presidente uscente della Cassazione Margherita Cassano, ormai prossima alla pensione, e il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha presieduto i lavori in quanto capo dello Stato e presidente del Csm, non ha preso parte allo scrutinio – come consuetudine – ma ha lanciato un forte richiamo alla collegialità: «Il Csm – ha dichiarato – deve continuare ad assicurare tempestività e trasparenza, fondando le proprie decisioni su criteri condivisi e al di sopra delle divisioni di parte». Mattarella ha poi espresso apprezzamento per l’operato di Margherita Cassano, prima donna a guidare la Suprema Corte, e ha rivolto parole di stima e fiducia nei confronti del nuovo presidente.
La carriera di D’Ascola
Pasquale D’Ascola, 67 anni, ha alle spalle una carriera lunga e prestigiosa. Dopo un lungo periodo trascorso a Verona – dove ha ricoperto gli incarichi di pretore e poi giudice presso il Tribunale dal 1983 al 1992 – ha proseguito a Roma, lavorando presso l’Ufficio del Massimario dal 2007 e successivamente come consigliere della Seconda sezione civile e componente delle Sezioni Unite civili della Cassazione.
Nel 2018 è diventato presidente di sezione della Suprema Corte, a soli 60 anni, distinguendosi come il più giovane a ricoprire quel ruolo. Nel 2023 è stato nominato presidente aggiunto della Corte. Vicino culturalmente all’area progressista, si è presentato al voto con un sostegno importante dalla Quinta Commissione, organo che propone i candidati agli incarichi direttivi.
Le origini reggine: da Reggio Calabria alla Suprema Corte
Nato a Reggio Calabria nel 1958, D’Ascola è profondamente legato alla sua città d’origine, pur essendo da anni residente a Verona, dove ha costruito parte consistente della sua carriera e della sua vita familiare. Sposato e padre di due figli, mantiene un forte legame affettivo e culturale con la Calabria, regione che oggi esprime, attraverso la sua figura, uno dei ruoli più prestigiosi della magistratura italiana.
La nomina di D’Ascola è quindi motivo di orgoglio per la comunità reggina, che vede uno dei suoi concittadini raggiungere il vertice della Corte di Cassazione, la massima istituzione della giustizia italiana.


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