Attraverso una nota scritta, Giandomenico La Fauci , Vice Presidente supplente del Consiglio comunale e Capo Gruppo della lista Ora Sicilia, ha espresso profonda frustrazione per la prolungata chiusura del Parco La Fenice ex Casa Nostra, ancora inaccessibile a dieci mesi dal collaudo: “Ho presentato la quarta interrogazione sul Parco La Fenice ex Casa Nostra. Dieci mesi dopo il collaudo, ottenuto l’8 novembre 2024 solo a seguito di una mia prima interrogazione dell’ottobre precedente (il progetto non era nemmeno stato consegnato al dipartimento Servizi Parchi e Ambienti), quest’opera pubblica costata oltre 3 milioni di euro rimane inspiegabilmente chiusa al pubblico. È una situazione che rasenta l’assurdo e che danneggia gravemente l’immagine dell’amministrazione” dice La Fauci.
“Ricordo i fatti: il parco è stato completato quattro anni fa, collaudato a novembre 2024, la documentazione è stata trasmessa a MessinaServizi già il 13 novembre. L’amministrazione aveva dichiarato possibile l’apertura entro dicembre 2024. Siamo a settembre 2025 e il cancello resta chiuso. Ho già presentato tre interrogazioni precedenti su questo tema: ogni volta le risposte sono state vaghe e i tempi disattesi. Non è più tollerabile che un’opera pubblica di tale valore economico e simbolico rimanga inutilizzata così a lungo” prosegue.
“Questo parco doveva rappresentare un simbolo di riscatto per la città, invece è diventato il simbolo di un’amministrazione che non riesce a portare a termine nemmeno l’apertura di un’opera già completata e collaudata. Non è normale che dopo 10 mesi dal collaudo non si riesca nemmeno a fissare una data certa per l’inaugurazione. Nella mia interrogazione chiedo cosa impedisce concretamente l’apertura”.
Conclude affermando “Voglio anche sapere a che punto sono le trattative con Messina Social City per la gestione, se ci sono problemi irrisolti con MessinaServizi, e soprattutto quando finalmente i messinesi potranno utilizzare quest’area verde per la quale hanno già pagato. È evidente che manca una regia forte, un coordinamento efficace tra gli enti coinvolti. Il risultato è che un investimento di oltre 3 milioni di euro rischia di degradarsi per mancanza di utilizzo e gestione. Nel frattempo l’area subisce atti vandalici proprio perché lasciata nel limbo“.
“La pazienza è finita. Spero che questa sia l’ultima interrogazione necessaria su un tema che dovrebbe essere risolto da tempo. I cittadini meritano di vedere utilizzate le opere pubbliche per le quali hanno già pagato”.


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