“C’è un grande problema di democrazia a livello nazionale e internazionale. Dopo l’omicidio di Kirk mi hanno stupito, scioccato e disgustato non solo gli attacchi, gli sghignazzi, le giustificazioni con il ‘ma se l’è cercata perché era cristiano, perché era conservatore, perché era pro life, perché era anti Islam’, ma anche i silenzi mi hanno scioccato“. È quanto dichiarato dal segretario della Lega, Matteo Salvini, vice presidente de Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, parlando con i giornalisti a Firenze a proposito delle reazioni italiane all’omicidio di Charlie Kirk, giovane leader e attivista di destra ucciso a colpi d’arma da fuoco.
“Guardo fuori e lo dico con preoccupazione, non per me che ho 52 anni e faccio un lavoro che mi piace e per scelta e non per dovere, però veramente questo clima di cattiveria, di rancore, di rabbia, di schiuma rischia di inquinare le future generazioni perché anche alcuni presunti docenti sono quelli che festeggiano la morte di un trentunenne che lascia una vedova e due figli – ha aggiunto Salvini – Siamo nel 2025, il passato non ritorna, però la storia è maestra di vita. Diciamo che esprimere soddisfazione, oppure opporre il silenzio all’omicidio di un 31enne padre di famiglia, comunque la pensasse, che stava esponendo le sue idee in una piazza, in un’università davanti agli studenti, disarmato, questo è preoccupante ma per il 2025 non per gli anni ’70“.


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