La Striscia di Gaza nuova provincia della Terra Promessa?

Quando un’azione terroristica crea l’alibi perfetto

Il 7 ottobre 2023 Hamas, l’organizzazione che governava la striscia di Gaza e che nel proprio “statuto” contempla la distruzione dello stato di Israele, compiva un blitz criminale in territorio israeliano, durante una festa, uccidendo 1200 persone e prendendone 250 in ostaggio. Il popolo israeliano raccoglie la solidarietà di quasi tutto il mondo e, come era ovvio aspettarsi, il Governo di quel paese risponde subito militarmente.

Ben presto comunque si capisce che, con l’occasione, Israele intende non solo riprendersi gli ostaggi, molti dei quali peraltro, fin da allora, già condannati a morire, bensì quello di eliminare tutti gli uomini di Hamas una volta per tutte.  Scelta condivisibile o meno, ma comunque comprensibile.

Gran parte di quella organizzazione e dei centri di potere attraverso cui Hamas esercitava il potere assoluto sulla Striscia, venivano eliminati e, con essi, anche migliaia di civili che avevano come unica colpa quella di abitare in quel territorio.

Genocidio o no?

Si è parlato di genocidio. Il termine è stato da tanti contestato (con tanto di dizionario alla mano) perché, in effetti, l’esercito israeliano non è sembrato voler sterminare tutta la popolazione palestinese. Infatti, l’IDF avverte preventivamente la popolazione indicando dove andrà a bombardare. Questo particolare consente di supporre che quel termine possa ritenersi quanto meno improprio e che quelle decine di migliaia di persone innocenti morte possano esse classificate come “danno collaterale” che ogni guerra comporta; né più e né meno delle migliaia di persone uccise durante la Seconda Guerra mondiale nelle città italiane dai bombardamenti dagli “alleati”  (azioni che, in quel caso, non avevano peraltro il compito di distruggere strutture militari, ma erano espressamente finalizzate a creare morti e distruzioni tra gli abitanti).

Questi, più o meno, sono i fatti; senza assolvere i Palestinesi della Striscia, cui si può dare la colpa di essersi fatti governare dai criminali di Hamas, ma anche senza giustificazioni di sorta verso un governo (quello di Netanyahu) che sta dimostrando, ogni giorno di più, di agire da autentico Stato canaglia.

Infatti, il Governo israeliano non parla più di sconfiggere Hamas, che forse è ormai definitivamente sconfitto o quanto meno irrimediabilmente ridimensionato, bensì agisce con lo scopo evidente e dichiarato di voler distruggere completamente tutti gli insediamenti umani nella Striscia e costringere la gente che vi abita, ad andarsene. Prova ne è, infatti, che gli Israeliani non gradiscano le operazioni umanitarie finalizzate a mitigare le sofferenze dei Palestinesi, anzi le osteggino apertamente, con l’evidente scopo di spingere quei disgraziati ad andarsene, o a morire. 

Rappresaglia, azione difensiva o altro?

A quasi due anni dall’inizio delle ostilità, si delinea sempre meglio se non in modo   inequivocabile, quale sia il vero lo scopo del Governo israeliano, anche se probabilmente maturato solo nel corso degli eventi e non invece premeditato il giorno dopo la strage del 7 Ottobre, che porta avanti con un’azione assolutamente sproporzionata, oltre il limite della decenza e di ogni possibile comprensione e certamente non per il solo, legittimo, diritto di difendersi.

La guerra di Gaza, iniziata come una giusta rappresaglia all’azione terroristica di Hamas, si sta trasformando in una gigantesca e cruenta operazione di espansione territoriale o, se preferite, di una vasta operazione immobiliare, portata avanti con la forza e giustificata con la menzogna per appropriarsi di terra altrui.

In pratica, si tratta della pedissequa applicazione dell’arcinota legge del più forte, più volte messa in atto nella Storia e per cui, se si è più forti del confinante e si vuole un territorio, lo si prende con la forza. E se gli abitanti non sono assimilabili, o si tenta di eliminarli oppure li si caccia via.

Lo scopo ormai chiaro della guerra, da parte di Israele, è acquisire nuova terra. Terra che, per un paese di 10 milioni di abitanti che vivono su una superficie inferiore a quella della Sicilia, al di là delle pretese bibliche sulla Terra Promessa degli ultras religiosi ebraici (fanatici e deliranti come tutti i fondamentalisti religiosi – dal Medio Oriente agli Stati Uniti d’America), è senza dubbio preziosa.

Un’ultima riflessione: a chi giova il terrorismo?

La sconsiderata e criminale azione elaborata dai diabolici e demenziali strateghi di Hamas, alla fine si è dimostrata essere l’alibi migliore per la Destra israeliana e le sue mire espansionistiche.

Infatti, ancora una volta, un’azione terroristica ottiene alla fine il risultato opposto a quello che si era proposto di raggiungere.

Come peraltro è successo con l’assurdo assassinio di Charlie Kirk da parte di uno squilibrato che probabilmente pensava di contrastare in tal modo la deriva reazionaria e fondamentalista in vigore in America e che invece adesso avrà contribuito a trasformare un predicatore di odio, razzista, sprezzante delle minoranze, apologeta delle armi e che detestava le università per le idee liberal che vi circolano, in santo.