“La Curva Nord è tornata a occupare gli spalti collocati nel primo e secondo anello dello stadio di San Siro tifando e festeggiando i due goal dell’Inter contro il Sassuolo ma astenendosi dai canti eccetto quello in onore del nuovo allenatore Cristian Chivu. Infatti, il capo ultrà Tony di Modugno col megafono ha arringato la curva in questo modo dentro lo stadio: “La storia l’ha fatta la Curva Nord, qualsiasi cosa sia successa. La cosa non cambia. Aspetteremo che qualcosa succeda per sostenere la squadra. La Curva Nord non ce l’ha con la squadra. Quando esce faremo un coro all’allenatore visto che è l’unico che ha preso le difese della Nord”. Ne ha dato notizia Klaus Davi che ieri sera ha seguito il match Inter-Sassuolo “infiltrandosi” tra i tifosi della Curva, non senza qualche contestazione da parte degli ultras, alcuni dei quali non hanno gradito la sua presenza.
“L’ingresso di circa 500 tifosi era stato preceduto da cori scanditi davanti all’ingresso come “Noi abbiamo l’Inter nel cuore” e “Siamo il secondo anello verde, gente di cuore e di passion”, intonati da Tony di Modugno. Dopo che Di Modugno li aveva esortati, sempre col megafono, a entrare in ordine – “adesso entriamo senza far casino, ci vediamo dentro prima di salire ok. Mi raccomando” – , i tifosi sono saliti al secondo anello verde sostenendo la squadra ma senza intonare cori“. Davi informa inoltre che “davanti al Baretto 1957 adiacente allo stadio, tradizionale luogo di ritrovo dei sostenitori interisti, era collocato uno striscione con scritto “Hanno bisogno di una curva che li sostenga“.
Klaus Davi: “steward stadio San Siro mi hanno accerchiato e intimidito”
“Ieri sera, munito di regolare biglietto, mi sono recato allo stadio Meazza prendendo posto nel secondo anello verde, settore 247, fila 7, posto 24, per seguire direttamente dalla Curva Nord la partita Inter-Sassuolo. Superati i controlli di rito, mi sono seduto al posto che mi era stato assegnato dopo regolare prenotazione online. Pochi istanti dopo si è avvicinato un sedicente steward comunicandomi che era opportuno che mi allontanassi perché fra gli ultras c’era un forte disappunto per la mia presenza. Al signore in questione ho ribattuto che avevo acquistato un regolare biglietto e che le autorità milanesi avevano assicurato che negli stadi non ci sarebbero più state “zone franche”, soprattutto in curva, visti i gravi fatti di sangue che questa politica lassista aveva provocato. Nondimeno, per evitare tensioni, mi sono allontanato e ho preso posto in una gradinata più distante dal secondo anello. Poco prima della fine del primo tempo mi sono recato al punto di ristoro più vicino collocato nella parte più alta del secondo anello, quella sottostante alle gradinate del terzo anello. In quell’occasione sono stato accerchiato da altri tre sedicenti steward che mi hanno chiesto nuovamente i documenti e han voluto controllare (per l’ennesima volta) la “validità” del biglietto, richiesta che ho immediatamente assecondato. Uno dei tre mi ha intimato di cancellare i video che avevo girato in quanto “il giornalismo in Curva Nord non è consentito”. Più volte ho chiesto ai tre sedicenti “steward” di chiamare la Polizia, inutilmente. Circa 10 minuti dopo si è palesato il “responsabile degli steward” a cui ho spiegato che ero lì per fare il mio lavoro e devo dire che – questa volta cortesemente – mi ha consentito di tornare sugli spalti. Ecco le mie considerazioni in merito a quanto successo. Che ruolo hanno questi steward? Espletano ruoli che dovrebbero spettare alle forze dell’ordine? Su mandato di chi, dei club? Dello Stato? Chi definisce il loro compito? Hanno una sorta di diritto di censura preventiva del lavoro giornalistico? Davvero il giornalismo in Curva Nord è bandito al punto che uno dei tre soggetti mi ha imposto di cancellare dei video (come facilmente verificabile)? Chi ha dato loro mandato per fare tutto questo? Quale funzione precisa prevedono i loro contratti? Inoltre, non era stato detto che il tifo era tornato pulito e trasparente? Se davvero, come credo, la criminalità organizzata è stata esclusa dalle curve, ha vinto la legalità, tutto è sotto controllo, perché la presenza di un giornalista senza scorta che era lì solo per raccontare la serata dà tanto fastidio? Cosa c’è da nascondere? Quale verità non si vuole mostrare?“. È quanto racconta Klaus Davi dopo aver assistito domenica sera al match Inter-Sassuolo direttamente dalla Curva Nord nerazzurra, nel secondo anello verde







Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?