Il nostro articolo sull’autogol relativo alla decisione del Bocale Calcio ADMO di mettere la bandiera della Palestina sul colletto delle proprie maglie per la stagione 2025-2026 ha suscitato parecchie polemiche. E anche un duro sfogo con tanto di minacce e insulti. Ma andiamo con ordine. Nella mattina odierna abbiamo pubblicato un articolo nel quale spieghiamo come esporre oggi la bandiera della Palestina, sotto il controllo di Hamas, senza prendere le distanze dall’organizzazione terroristica stessa, sia un errore nel quale cadono in troppi, Bocale compreso, in quanto la causa di quanto sta accadendo a Gaza, ormai da troppo tempo, riguarda proprio Hamas.
Abbiamo anche sottolineato come il Bocale abbia avuto sicuramente buone intenzioni nell’apporre il vessillo palestinese sul colletto della propria divisa, di voler compiere un gesto solidale come i tanti fatti già in passato, ma che in questo caso andrebbe quantomeno specificato, modificato, corretto (scegliete voi il termine che più vi aggrada), condannando anche Hamas. E invece nulla.
Il post social del Bocale
Il Bocale Calcio ADMO ha postato sui social un comunicato nel quale interviene sulla vicenda: “In base alle ultime notizie pubblicate su una testata locale, il Bocale Calcio ADMO ritiene doveroso prendere posizione e fare chiarezza. La recente scelta di inserire la bandiera della Palestina sulle divise di rappresentanza ha inevitabilmente diviso le opinioni pubbliche, ma nasce da un messaggio semplice e universale: stop alla violenza, sempre e ovunque. L’autogol, però, non è nostro: è di chi sceglie di usare il nome del Bocale in base al proprio scopo, piegando il racconto a convenienza e trasformando uno strumento di pace in occasione di polemica. La nostra società non accetta alcuna forma di strumentalizzazione. Viviamo di sport, non di click. Il nostro impegno è radicato da sempre in valori autentici: solidarietà, comunità, crescita dei giovani e sviluppo sociale. Per chi ama confrontarsi con la filosofia e i principi di giustizia, ricordiamo le parole di Cicerone: «Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi» – Unicuique suum. Il resto lo lasciamo a chi preferisce il rumore alle verità“.
Lo sfogo del presidente del Bocale
Prima di tale post però, Filippo Cogliandro, presidente del Bocale Calcio ADMO, ha contattato privatamente il direttore di StrettoWeb sfogandosi in un impeto di rabbia. Lo stesso presidente che, nel comunicato della propria società, afferma di “essere contro la violenza“, e privatamente specifica di “schifare ogni tipo di violenza“, nei messaggi inviati al nostro direttore definisce il nostro lavoro in modo offensivo. Un articolo in cui viene semplicemente espressa un’opinione diversa.
Insulti. Offese. E fortunatamente il presidente del Bocale rifiuta ogni forma di violenza (compresa la violenza verbale), immaginate se la appoggiasse.
Immancabile il jolly sul nazifascismo. Fare informazione libera, esprimere un’opinione diversa, è un atto universalmente riconosciuto come “fascista”. Tentare di reprimerla, denigrarla con insulti e minacce, derivanti unicamente dall’aver espresso un parere discordante, non viene riconosciuto come “fascista”.
Il presidente parla di un giornalista che in modo offensivo, nel post social spiega, invece, che la stessa scelta di mettere la bandiera della Palestina sul colletto delle maglie “ha diviso le opinioni pubbliche“. Quindi, se il Bocale stesso riconosce come divisiva la propria scelta, perchè poi, nella figura del proprio presidente, non rispetta quella stessa parte discordante dell’opinione pubblica che ha contribuito a dividere?
Tutto ciò conferma solamente la fondatezza del nostro articolo, nel quale, specifichiamo ulteriormente, viene solo raccontata l’iniziativa del Bocale, sottolineando il fine ultimo lodevole, ma spiegando come la comunicazione dovesse essere resa più completa: oggi sotto la bandiera palestinese opera, purtroppo, un’organizzazione terroristica e questa cosa non si può ignorare. Soprattutto se sei una società attenta alla solidarietà.
Il Bocale non ha inserito la bandiera della pace sulle proprie maglie, quella universale, ma quella palestinese, in un territorio che oggi, a causa di Hamas, rifiuta la pace stessa, strappa la bandiera arcobaleno, nega i diritti fondamentali degli individui, impicca gli omosessuali con esecuzioni pubbliche. In tutto ciò, abbiamo anche sottolineato come il Bocale stesso sia solo caduto in errore e come sia facilmente rimediabile.
Ma forse in errore ci siamo caduti noi. Perchè poi sono arrivate anche le minacce. Nella stessa frase si viene additati di fascismo da una persona che cerca di limitare la libertà di stampa e la libertà di opinione, unicamente perchè si ha un parere differente su un argomento che lui stesso definisce divisivo.
Bocale stesso che, dopo alcuni screzi riguardanti alcuni articoli del passato di StrettoWeb, che aveva deciso di non pubblicare più notizie sulla società dilettantistica reggina, ha contattato la redazione più volte chiedendo, per favore, un chiarimento e di riprendere la regolare pubblicazione dei propri comunicati. Anche in questo caso, le posizioni del presidente viene smentita dal Bocale stesso.
Questa è l’idea di confronto civile e di rispetto dell’opinione altrui di chi appoggia le proteste proPal. “Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi”, (la giustizia consiste nel costante e perpetuo proposito di attribuire a ciascuno il suo diritto) diceva Cicerone che, evidentemente, si era dimenticato di aggiungere “finché la pensate come il presidente Cogliandro“.



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