Due imprese calabresi al tavolo della BCE per l’euro digitale

La Banca Centrale Europea ha presentato il primo rapporto della Digital Euro Innovation Platform: tra i partecipanti selezionati ci sono anche due realtà calabresi

Calabria in prima fila nella partita che ridisegna il futuro del denaro. Ieri, all’Università Bocconi di Milano, la Banca Centrale Europea ha presentato il primo rapporto della Digital Euro Innovation Platform, la piattaforma nata per sperimentare soluzioni e idee attorno all’euro digitale, la versione elettronica della moneta unica. Tra i partecipanti selezionati ci sono anche due realtà calabresi: Financial Engineering S.p.A. di Marcellinara, guidata dalla CEO Francesca Torcasio, e Medical S.r.l.s. di Lamezia Terme, rappresentata dal partner Giuseppe Torcasio.

Financial Engineering e Medical figurano nell’elenco ufficiale stilato dalla BCE, accanto a istituzioni come il Politecnico di Milano, GFT Italia, PostePay, l’Università Bocconi, equensWorldline, Infineon e altri grandi operatori europei. Un posizionamento che conferma come due imprese calabresi siano state inserite in una rete di altissimo livello tecnico e istituzionale.

All’evento di Milano, con la partecipazione di Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, ed Evelien Witlox, direttrice del programma euro digitale, è stato presentato il documento che sintetizza i primi risultati della piattaforma. I gruppi di lavoro hanno testato applicazioni concrete, come i pagamenti condizionati — transazioni che si attivano soltanto quando una condizione prestabilita è rispettata — e hanno sviluppato proposte su possibili usi innovativi dell’euro digitale.

Secondo la BCE, l’euro digitale non sostituirà il contante, che continuerà a circolare e a mantenere corso legale, ma sarà un’alternativa sicura e facilmente accessibile per cittadini e imprese. Tra i principi guida ci sono la gratuità dei servizi di base, la disponibilità di un “rulebook” unico per garantire uniformità dei pagamenti in tutta l’area euro e la possibilità di utilizzo anche offline, così da assicurare resilienza anche in assenza di connessione internet.

Un altro obiettivo strategico riguarda l’autonomia europea. Per la BCE, dotarsi di un euro digitale significa anche ridurre questa dipendenza e rafforzare la sovranità nei pagamenti, un settore cruciale per l’economia e la sicurezza dei cittadini.

Le dichiarazioni

Il coinvolgimento di due aziende calabresi in un contesto di questo livello non è un dettaglio. “Partecipare a questa iniziativa europea è un impegno che misuriamo con senso di responsabilità: vogliamo contribuire con il nostro know-how tecnico al disegno di un euro digitale che sia davvero accessibile e al servizio dei cittadini europei”, ha dichiarato Francesca Torcasio. “Un’occasione per dimostrare che anche dal Sud e dal settore sanitario arrivano contributi all’innovazione, nel segno della fiducia e dei diritti”, ha aggiunto Giuseppe Torcasio. Un banco di prova che mette la Calabria in dialogo diretto con i centri decisionali dell’Europa.