La Commissione per gli Affari giuridici del parlamento europeo ha votato contro la revoca dell’immunità all’europarlamentare Ilaria Salis. Secondo fonti parlamentari, il Partito popolare europeo (Ppe) ha votato diviso. Ora starà alla plenaria di ottobre confermare il verdetto. Una fonte interna al Ppe conferma che 13 membri della Commissione Juri hanno votato per confermare l’immunità, mentre 12 l’hanno sostenuta. Un solo voto ha fatto la differenza.
Lo scrutinio era segreto, ma il voto definitivo sulla raccomandazione a favore del mantenimento dell’immunità, il prodotto del voto odierno, avverrà per alzata di mano all’Eurocamera, probabilmente martedì 7 ottobre, a meno che almeno un quinto degli eurodeputati decida di renderlo segreto.
Stando a quanto si apprende dall’Adnkronos, il relatore della richiesta, l’eurodeputato spagnolo del Ppe Adrián Vázquez Lázar, aveva raccomandato di votare a favore della revoca dell’immunità. La linea generale del gruppo in merito alle questioni di immunità è che andrebbe sempre revocata, tranne nel caso in cui i singoli eurodeputati, secondo la loro sensibilità, non ravvisino l’esistenza di una chiara persecuzione a mezzo giustizia e decidano di votare di conseguenza, spiega la fonte interna al gruppo, ricordando che oggi al voto in Commissione Juri non erano presenti eurodeputati italiani del Ppe.
Sono Mario Mantovani (Fratelli d’Italia/Ecr) e Mario Furore (Movimento 5 Stelle/The Left) gli eurodeputati italiani membri titolari della Commissione Juri. Quelli che fungono da membri supplenti sono Brando Benifei (Partito Democratico/S&D), presente oggi al voto, Caterina Chinnici (Forza Italia/Ppe), che non ha partecipato alla votazione di oggi vista la presenza dei colleghi, Raffaele Stancanelli (Lega/PfE) e Alessandro Zan (Pd).
Ilaria Salis: “non voglio sottrarmi alla giustizia ma alla persecuzione di Orban”
“Oggi la Commissione Juri ha deciso di difendere la mia immunità e l’indipendenza del Parlamento, e di respingere la richiesta di revoca avanzata dal regime ungherese. È un segnale importante e positivo – Ha scritto sui social Ilaria Salis – Ho piena fiducia che il Parlamento confermerà questa scelta nella plenaria di ottobre, affermando la centralità dello stato di diritto e delle garanzie democratiche. Ribadisco: difendere la mia immunità non significa sottrarmi alla giustizia, ma proteggermi dalla persecuzione politica del regime di Orbán. È per questo che la sua tutela è essenziale. Le autorità italiane restano libere di aprire un procedimento a mio carico, come io stessa auspico e chiedo con forza“.
Ungheria: “Antifa organizzazione terroristica”
“Antifa non è un movimento politico, ma un’organizzazione violenta. L’obiettivo dell’Ungheria è chiaro: pace e sicurezza per i nostri cittadini. I gruppi Antifa rappresentano l’opposto: in tutta l’Europa e negli Stati Uniti abbiamo visto l’attivismo trasformarsi in violenza di strada, intimidazioni e caos. Ecco perché abbiamo deciso, seguendo l’esempio degli Stati Uniti, di designare Antifa come organizzazione terroristica in Ungheria“. Lo ha affermato Balazs Orban, direttore politico dell’ufficio del premier ungherese, commentando la notizia del voto contrario alla revoca dell’immunità per Ilaria Salis da parte del Parlamento Europeo.
“Chiunque cerchi di raggiungere obiettivi politici attraverso pestaggi, paura e violenza rientra nella definizione di terrorismo. Lo Stato ha il dovere di proteggere gli innocenti da tali minacce – ha scrito Orban su X – Ilaria Salis e i suoi collaboratori sono arrivati a Budapest nel 2023 in nome di questo movimento, non per discutere, ma per colpire: aggredendo passanti innocenti, alcuni dei quali sono rimasti quasi senza vita. Le autorità l’hanno arrestata e incriminata, ma lei ha trovato rifugio dietro un mandato di Bruxelles“.
“Oggi è diventato chiaro: il Parlamento Europeo ha scelto di salvaguardare la sua “protetta” piuttosto che stare dalla parte delle persone. Schermando Ilaria Salis dalla presa di responsabilità, il Pe ha dimostrato che la sua bussola è la lealtà politica, non la giustizia“. Ha affermato Balazs Orban, direttore politico dell’ufficio del premier ungherese, in un post su X. “Le autorità ungheresi l’hanno arrestata e incriminata, ma lei ha trovato rifugio dietro un mandato di Bruxelles. Mantenendo questa protezione politica, il Pe ha fatto la sua scelta: non difendere la giustizia, ma proteggere i propri alleati ideologici“, ha denunciato.
Lega: “la legge non è uguale per tutti”
“Una eurovergogna targata sinistra e traditori del centrodestra, che usano la giustizia come un manganello. Oggi, altro colpo alla già scarsa credibilità della maggioranza del Parlamento europeo, ridotto a combriccola di gestione degli affari propri. I deputati del Ppe dovranno spiegare ai propri elettori il perché di un voto miseramente politico. Una scelta che invia un segnale sbagliato ai cittadini: la legge non è uguale per tutti”. Così dalla Lega al Parlamento Europeo.
”È un precedente grave, che rischia di incrinare il rapporto di fiducia tra istituzioni e società civile: la decisione di proteggere l’immunità di Ilaria Salis rappresenta una sconfitta del diritto e un pericoloso arretramento dei principi di giustizia che dovrebbero guidare le istituzioni europee. Ma non finisce qui: restiamo fiduciosi che la Plenaria saprà correggere questo errore, riaffermando i principi fondamentali dello Stato di diritto e restituendo dignità al ruolo del Parlamento europeo. Se qualcuno a Bruxelles crede ancora nella giustizia, è ora che esca allo scoperto”.
Salvini, attraverso X: “al Parlamento europeo, nel primo voto in Commissione respinta (13 a 12) la richiesta di revoca dell’immunità a Ilaria Salis. A ottobre il voto decisivo in Aula a Strasburgo. Chi sbaglia, non paga“.


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