ACR Messina, chiesto il rinvio delle prossime due gare. E Peditto esce allo scoperto, ma…

Maria Di Renzo, curatore dell'ACR dopo il fallimento, ha lavorato sin da subito alla possibilità di un esercizio provvisorio, ma è necessario ottemperare immediatamente alle spese, trovare risorse

Ci risiamo. E’ di nuovo corsa contro il tempo, ennesimo reset, sempre alla ricerca di fondi, di raccolte, di appelli. L’ACR Messina è fallito, ma in una situazione particolare: una società nuova c’era, che si stava impegnando, così come la squadra scesa in campo, seppur con un fardello pesante (penalizzazione). Però, pendevano dei debiti pregressi, importanti, maturati negli anni, e il Tribunale non si è “fidato”. Così, nella scelta tra piano di rientro e liquidazione giudiziale, ha optato per la seconda. E ora l’ACR è nel caos. Maria Di Renzo, curatore, ha lavorato sin da subito alla possibilità di un esercizio provvisorio, ma è necessario ottemperare immediatamente alle spese, trovare risorse. Al momento, in cassa c’è qualche migliaio di euro. Troppo poco per stipendi, trasferte, vitto e alloggio dei giocatori e non solo.

In ogni caso, si vuole fare in modo di continuare a giocare. Il DG Peditto lo ha confermato a chiare lettere alla Rai: “stiamo valutando la possibilità di foraggiare il conto del Messina per garantire la continuità sportiva e scendere regolarmente in campo senza alcun tipo di problema”. Sarebbe stato chiesto il rinvio delle prossime due partite, da parte del curatore, per fare il punto della situazione – sulla gestione fallimentare – con più calma. Si tratterebbe del match di domenica 21 settembre al “Franco Scoglio” con il Gela e di quello di mercoledì 24 ad Acireale. Su questo, Peditto precisa: “La richiesta di un posticipo è un atto formale e dovuto da parte del Tribunale. Vediamo se riusciamo a evitarlo e a giocare regolarmente”.