In un’intervista sul noto settimanale Grazia, l’ingegnere e architetto ed esperto di ponti oltre che rettore dell’Università Telematica eCampus, Enzo Siviero ha affrontato il tema del Ponte sullo Stretto confrontandosi con il sindaco di Villa San Giovanni Giusy Caminiti. Ecco le affermazioni dell’ingegnere Siviero: “Costruire un ponte non è lo stesso che costruire un tavolo o una casa. Se si comincia non si può più sospendere i lavori fino al completamento. E allora si lavora giorno e notte senza darsi più il cambio … e pensando invece a vincere, a spuntarla”. Questo pensiero dello scrittore siciliano Elio Vittorini riassume tutta la passione che accomuna i costruttori di ponti. Passione che l’amico Enzo, Professor Siviero, ha sempre dimostrato lungo tutta la sua carriera di cattedratico e bridge builder. Progettare e costruire ponti è un’esperienza unica perché rappresentano la connessione tra due mondi, due realtà diverse. Richiamano l’unione, la riunificazione e la riconciliazione, per questo nell’immaginario collettivo sono anche un simbolo di pace tra popoli e culture diverse. Sono un elemento di passaggio, di transizione e di cambiamento e possono rappresentare la speranza e la possibilità di superare gli ostacoli, creando comunità e legame sociale”.
“Ci comunicano anche un esempio di forza e di resistenza, capaci di sopportare le sfide della natura. Costruirli richiede sempre grande ingegno e abilità e una volta realizzati testimoniano la creatività e la determinazione umana. A questo proposito ricordo che John Roebling, il progettista del ponte di Brooklyn, nel 1869 di fronte al disegno del suo ponte: “Questa struttura testimonierà per sempre l’energia, l’intraprendenza e la ricchezza di quella comunità che assicurerà la sua costruzione”. La sua realizzazione ha confermato tutte le aspettative del progettista. I ponti sono anche il legame tra il passato e il futuro, tra l’innovazione e la tradizione. Da quelli in legno e pietra dei tempi antichi ai moderni ponti sospesi sono sempre stati un elemento fondamentale nello sviluppo delle civiltà”.
“In questo quadro va sottolineato che il potenziamento della connettività, assicurato dai ponti con l’abbattimento dei tempi di percorrenza e dei costi di trasporto, è un elemento che favorisce lo sviluppo economico, crea nuove opportunità di lavoro e di business, sviluppa la crescita del turismo e dello scambio culturale tra le regioni. Al contempo migliorano la qualità della vita dei cittadini, garantendo un accesso più facile ai servizi essenziali. Possono essere un catalizzatore per lo sviluppo urbano e regionale, attirando investimenti e risorse. In sostanza hanno un impatto duraturo sulla storia e sull’identità di una comunità, diventando un simbolo di progresso e di sviluppo. In molti casi sono un elemento architettonico distintivo che può diventare un simbolo identitario di una città o di una regione, Venezia, San Francisco, New York, Malmö e domani, con il ponte sullo Stretto, Villa San Giovanni e Messina”.


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