Ponte sullo Stretto, il confuso attacco dal Molise: “così noi rischiamo di sparire”

Il giornalista molisano Domenico Iannacone denuncia la paralisi dei trasporti regionali: “Campobasso unico capoluogo senza treni da 5 anni, mentre a Roma si progettano ponti faraonici”

Sarò di parte, ma non posso tacere. Mentre Salvini sogna il Ponte sullo Stretto (13 miliardi di spesa, cantieri faraonici, attraversamento previsto nel 2033), il Molise, la mia regione, resta al palo, anzi, torna indietro, all’era delle diligenze. Campobasso, unico capoluogo di regione in Italia senza treni da 5 anni“. Così il giornalista molisano Domenico Iannacone commenta le ultime notizie sullo stato dei collegamenti ferroviari in regione. “Roma e Napoli? Solo in autobus. Il resto del Molise, esclusa la costa – aggiunge – tagliato fuori da qualsiasi collegamento ferroviario. Nel 2017 annunciano l’elettrificazione della linea Campobasso-Venafro – ricorda il giornalista -. Lavori al via nel 2020. La stazione del capoluogo chiude. Doveva riaprire nel 2023. Poi 2024. Poi 2025. Ora si parla del 2028. Nel frattempo i costi sono passati da 80 a 400 milioni, e in mezzo c’è stato pure il crollo di una galleria. La Campobasso-Termoli? Chiusa per anni, riaperta nel 2020, richiusa nel 2023 per una frana. E quest’estate, ciliegina sulla torta: treni Isernia-Roma soppressi per lavori nel Lazio. A settembre, nuovo stop Isernia-Venafro. Mentre a Roma si disegnano ponti sulla carta – conclude, – qui rischiamo di essere cancellati dalle mappe”.