I soliti. La solita. I soliti manifestanti. La solita messinscena. A Messina. Striscioni, cori e bandiere della Palestina. Non capiremo mai cosa c’entri tutto questo con il Ponte sullo Stretto. Anzi sì: ci ricorda che i No Ponte sono così per motivi politici e ideologici. Tutto qui. E poi c’è il solito benaltrismo, gli insulti. Insomma, quanto già abbiamo visto in questi mesi, in questi anni, e quanto saremo costretti a vedere anche nei prossimi. Con la differenza però che alle parole, questa volta, seguiranno i fatti, dal momento che l’ok di mercoledì 6 agosto da parte del CIPESS ha sancito un punto di non ritorno.
Ma torniamo alla manifestazione. L’intenzione, a sentire i partecipanti, è quella di “sabotare i cantieri”. Scene già viste per la TAV e per tante altre opere che significano progresso e sviluppo. Tutto ciò che cozza con le idee dei “no tutto”. Ma per fortuna il mondo va avanti nonostante le loro proteste. Altrimenti, fosse per loro, oggi cammineremmo ancora con l’asinello.
Li Calzi, Hyerace e Martino (PD): “miraggio elettorale che ha distratto fondi. Amministrazione silenziosa al limite del paradosso”
Non solo semplici cittadini, però. A Messina questo pomeriggio c’è anche la politica. La Sinistra. Non per forza estrema. C’è anche quel PD che ormai – non sapendo più a cosa appigliarsi – ha trovato nell’ “anti-pontismo” una battaglia da portare avanti. Alla manifestazione contro il Ponte sullo Stretto, presente con una delegazione numerosa e rappresentativa il Partito Democratico. Insieme ai tanti attivisti, rappresentanti del Pd e al segretario provinciale messinese dem, Armando Hyerace, anche la presidente dell’assemblea provinciale Valentina Martino e la Presidente regionale Pd Cleo Li Calzi.
“Il Ponte sullo Stretto resta un miraggio elettorale che, da anni, sottrae risorse fondamentali allo sviluppo reale di Messina, Sicilia e Calabria. Nel frattempo, investimenti cruciali sono stati bloccati o definanziati, come il rinnovo della flotta navale per l’attraversamento dello Stretto. Messina paga un prezzo altissimo in termini di mobilità e infrastrutture ferme, vittima di una promessa faraonica che rallenta ogni progresso concreto”, commentano.
“Sul fronte politico, l’amministrazione locale si dimostra silente al limite del paradosso, in netto contrasto con la presunta leadership urlata per anni dall’ex sindaco. Oggi, sembra evidente l’intenzione di consegnare senza alcuna resistenza la città a logiche di potere e alleanze di comodo, ignorando le reali esigenze dei cittadini per inseguire opportunismi elettorali. Questo tradimento è inaccettabile: chi governa deve tutelare tutta la comunità, non svendere Messina. E poco conta che ci si faccia promotori di istanze zonali: è chiaro che la questione del Ponte non riguarda una singola zona, sia essa Contesse o un’altra, ma l’intera città. Non esiste alcun “punto giusto” per un’opera sbagliata che devasterebbe Messina senza portare benefici concreti”, conclude Hyerace.













Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?