Il Sacerdote Giuseppe Alfano, Collaboratore Pastorale del Santuario di Polsi ha lanciato un appello ai fedeli della Madonna della Montagna. Ecco il testo integrale: “Cari Pellegrini, cari Devoti della Madonna della Montagna, in questi giorni, davanti agli insulti e alle minacce rivolte al nostro Vescovo, a Don Tonino e a Don Gianluca, mi sono profondamente interrogato e mi sono chiesto: ma perché ci comportiamo così? Quanta vera devozione verso Maria abbiamo nel cuore? Quanto realmente la amiamo e cerchiamo di imitarla nella dolcezza, nella pazienza e nella misericordia?.
Sappiamo tutti perché il Santuario è stato chiuso: lavori di messa in sicurezza, strade da rendere più percorribili, interventi necessari per proteggere il luogo e tutti noi. Alla fine ci verrà restituito un Santuario ristrutturato, bello, sicuro, pronto ad accoglierci. Ci viene chiesto il sacrificio di un anno… È vero che mancherà a tutti non poterci ritrovare lì, nella casa di Maria, a Polsi, ma certamente saremo tutti ripagati e tutto ciò è stato fatto per il bene di tutti… tuttavia sembra che non si riesca a comprendere pienamente tale situazione!
Maria ci insegna a seguire e ad ascoltare Gesù: “Fate tutto quello che Egli vi dirà”. Siamo sicuri di seguire realmente Maria adottando atteggiamenti e prese di posizione, verbali e concreti, aggressivi ed estremi come quelli di questi giorni? Con comportamenti ostili e parole dure, stiamo manifestando agli altri, anche ai non credenti, ciò che in realtà non dovremmo fare da cristiani e da devoti di Maria. La nostra fede non si misura solo nella devozione personale, ma soprattutto nella testimonianza di amore, rispetto e comunione con i fratelli.
Per grazia di Dio, non tutti i fedeli, non tutti i pellegrini, non tutti i cristiani si comportano così. Tuttavia, ci sono purtroppo persone, anche tra i devoti di Maria, che con certi atteggiamenti danneggiano il Santuario e il suo buon nome. Il Santuario di Polsi, casa di Maria, già segnato da diverse difficoltà e incomprensioni, non merita ulteriori offese o divisioni.
Pensiamo ai canti popolari e al Rosario in onore della Madonna della Montagna, che recitiamo da generazioni:
«Madonna bella di la Muntagna,
comu non vidi c’o mundu si lagna,
lu mundu è chjinu di odiu e di guerra,
a paci cercamu a la Vergini bella!».
“Madonna bella della Montagna, come non vedi che il mondo si lagna, il mondo è pieno di odio e di guerra, la pace chiediamo alla Vergine bella”. Quante volte abbiamo pregato, cantando insieme, con queste parole? Eppure oggi, con atteggiamenti di ostilità e divisione, queste parole sembrano diventare totalmente diverse da quelle che per anni noi, i nostri padri e i nostri avi, hanno rivolto a Maria.
Padre Stefano De Fiores, grande mariologo e figlio di San Luca, ha scritto che Polsi è per lui “la culla della devozione mariana”, il luogo dove sua madre gli insegnò a scoprire l’universale maternità di Maria. La sua testimonianza ci invita a riflettere sul nostro rapporto con Maria e su come essa dovrebbe trasformare il nostro cuore e le nostre azioni.
Voglio esprimere tutta la mia solidarietà al nostro Vescovo, Mons. Francesco Oliva, e ai miei cari confratelli nel sacerdozio Don Tonino Saraco e Don Gianluca Longo, che in questi giorni stanno vivendo momenti difficili, ma con coraggio e dedizione, sostenuti dalla fede in Cristo e dalla protezione della Vergine Madre, continuano a servire il Signore nel servizio al popolo di Dio.
Chiedo a tutti voi di unirvi a me in un atteggiamento di preghiera, di rispetto e di amore autentico. Che il nostro cuore, invece di cedere alla rabbia e all’ostilità, si apra alla misericordia, al dialogo e alla pace. Solo così la vera devozione a Maria potrà fiorire e guidarci sulla via della santità.
Preghiera finale
Madonna della Montagna,
Regina della pace e Madre dei nostri cuori,
donaci la grazia di seguire Gesù con umiltà,
di vivere nella vera comunione
e di trasformare i nostri cuori
secondo il tuo esempio di amore e misericordia.
Fa’ che il nostro Santuario, la nostra casa e le nostre Comunità
diventino sempre luoghi di rispetto, fraternità e pace,
così come tu desideri per tutti i tuoi figli. Amen”.


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