Tredici arresti, 31 denunciati, con sequestri di droga e denaro contante. La Polizia di Stato ha compiuto una vasta operazione di polizia, coordinata dal Servizio centrale operativo (Sco), che si è conclusa ieri, per contrastare i fenomeni criminali connessi alla comunità cinese presente in Italia, con particolare riguardo ai delitti legati all’immigrazione clandestina, allo sfruttamento della prostituzione e del lavoro, alla contraffazione di prodotti, alla distribuzione di stupefacenti e alla detenzione abusiva di armi. L’operazione ad ‘alto impatto’, con il supporto dei Reparti prevenzione crimine, ha visto coinvolte le Squadre mobili di Ancona, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Cosenza, Firenze, Forlì Cesena, Genova, Latina, Mantova, Milano, Padova, Parma, Perugia, Pistoia, Prato, Reggio Emilia, Roma, Siena, Treviso, Udine, Verona e Vicenza. Lo riporta l’Adnkronos.
Le attività operative sono state precedute da accurate indagini, svolte dalle Squadre mobili su impulso dello Sco, che hanno consentito di individuare le persone e i luoghi connessi allo svolgimento di attività illegali, con particolare riguardo alle attività produttive e agli esercizi commerciali gestiti da cinesi. Le indagini svolte nel corso degli anni dalla Polizia di Stato hanno evidenziato che in Italia operano diversi gruppi delinquenziali cinesi composti, di norma, da soggetti accomunati dalla provenienza dalla stessa zona o città della Repubblica popolare cinese.
Questi gruppi criminali sono diffusi in tutto il territorio nazionale, hanno contatti fra loro, sono autonomi, agiscono in particolare nelle regioni ove è più alta la presenza di cinesi stabilmente residenti in Italia, come ad esempio la Toscana. Ciascun gruppo è formato da un numero di variabile di persone, in molti casi appartenenti allo stesso nucleo familiare, che commettono delitti quasi esclusivamente in danno di connazionali. Il vincolo di appartenenza delinquenziale al gruppo è molto stretto, con un radicato concetto di vendetta che può arrivare ad assumere il carattere della faida: i gruppi criminali cinesi, al pari delle mafie tradizionali, ricorrono, con estrema facilità alla intimidazione e/o alla violenza per raggiungere i loro obiettivi, praticando la regola dell’omertà e cercando di predominare il territorio ove operano.
Uno dei metodi utilizzati per affermarsi sul territorio è l’uso delle armi da fuoco: è stato documentata la presenza di una vera e propria ‘ala armata’ della delinquenza di matrice cinese, con il compito di intimidire e compiere gravi reati di sangue. Le attività investigative in corso su tutto il territorio nazionale e quelle di acquisizione di informazioni hanno confermato che la criminalità cinese gestisce i propri affari illeciti in un costante ‘dialogo’ con altri gruppi di nazionalità diverse, anche italiani. Tale dialogo permette di spartire affari e territori di interesse.
Tra le attività illecite associate alla criminalità cinese si segnala l’hawala, ovvero l’esercizio abusivo e clandestino dell’attività bancaria in grado di consentire il trasferimento in nero di ingenti somme di denaro da un continente all’altro, sistema spesso utilizzato dalle organizzazioni criminali, anche diverse da quelle cinesi, come mezzo di pagamento nell’ambito dei traffici criminali (come quello degli stupefacenti o dei migranti) nonché per il riciclaggio di denaro.
Nell’ottica di contrastare i fenomeni criminali in argomento, grazie all’attività svolta nei giorni scorsi, sono state arrestate 13 persone, di cui 1 per spaccio di stupefacenti, resistenza a Pubblico Ufficiale e porto di strumenti atti ad offendere, 2 per sfruttamento della prostituzione, 1 ricercato per rapina aggravata, 2 ricercati per furto, 3 arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, 3 ricercati per cumulo pene, 1 per tentata estorsione; sono state denunciate in stato di libertà 31 persone mentre quelle identificate sono 1942 soggetti; sono stati controllati 305 esercizi commerciali di cui 2 sottoposto a sequestro; sono stati controllati 248 veicoli nell’ambito di 52 posti di controllo; sono stati sequestrate 550 grammi di shaboo, pari a circa 5.500 dosi; sono state elevate 29 sanzioni amministrative per un totale di 73.382 euro; sono stati sequestrati 22.825 euro.
L’attività si colloca nella più ampia progettualità operativa “Squadra mobile”, intrapresa dallo SCO a partire dal 2023, già applicata con riferimento ad ulteriori ambiti di contrasto della criminalità, tra cui si segnala la devianza giovanile, lo sfruttamento della manodopera, il gioco illegale, la prostituzione, il furto di autoveicoli e le irregolarità nelle procedure di ingresso disciplinate dal ‘Decreto Flussi’.
Cosenza: denunciate due cinesi
Gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza, hanno individuato soggetti e luoghi connessi allo svolgimento di attività illegali, in particolar modo legate alla prostituzione che nella provincia brutia viene svolta, da svariati anni, all’interno di case di appuntamento o di centri benessere. Sono state denunciate, in stato di liberà, 2 cinesi per immigrazione clandestina, una delle quali già espulsa.



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