Jacurso, un suggestivo borgo con un panorama davvero sorprendente

Un borgo tra due mari, custode di miti, leggende e tradizioni che raccontano l’anima autentica della Calabria

Jacurso è un piccolo comune calabrese, in provincia di Catanzaro, situato a circa 440 metri sul livello del mare, al centro del punto più stretto della regione, in una striscia di terra di soli 30 km che divide i due mari: una posizione che permette a questa destinazione affacciarsi dolcemente sulla piana di Lamezia Terme, regalando dei panorami che abbracciano sia le coste del Tirreno che quelle dello Ionio.

Un ricco patrimonio di storie e di tradizioni ha permesso a Jacurso di ottenere una notorietà sempre più importante, anche oltre il territorio regionale.

La storia di Jacurso

Sebbene ci siano diversi approcci interpretativi in tal senso, e differenti studi in corso, si pensa che il centro sia sorto nel XV secolo per opera di un gruppo di pastori che decisero di stabilirsi in queste terre. Effettivamente, la prima citazione storica di questo borgo la si deve a un documento storico che si trova nell’inventario di Maida e risale al 1466, anno in cui era un suo casale parte di quel feudo. Negli anni successivi la destinazione passò di mano tra diverse famiglie feudali, dai Caracciolo di Nicastro ai Palma, dai Carafa di Nocera ai Loffredo, e ancora ai Ruffo di Bagnara.

Solamente nel 1807 il feudo venne accorpato nel governo di Maida, mentre qualche anno dopo venne ascritto al circondario di Cortale. Come molti altri comuni della stessa zona, la sua storia fu fortemente condizionata dagli eventi naturali più drammatici. Il terremoto del 1783 provocò infatti gravissimi danni al borgo, con distruzione di molti fabbricati e una lenta ricostruzione che seguì nei decenni successivi.

Un ricco patrimonio di tradizioni

Come abbiamo anticipato in apertura di questa piccola guida a Jacurso, la cittadina è intrisa di un ricco patrimonio di tradizioni: la festa più importante è certamente quella della Madonna della Salvazione, che si svolge l’ultima domenica di luglio e che – come vedremo nel prossimo paragrafo – è connessa a uno storico mito di salvataggio del paese dall’esercito francese.

Il calendario offre tuttavia numerose altre celebrazioni in ogni stagione, passando dalla processione di San Sebastiano il 20 gennaio a quella del Venerdì Santo, dalla processione della Madonna del Carmine il 16 luglio a quella di Santa Lucia il 13 dicembre.

Tra le altre celebrazioni più sentite c’è anche la Festa del Ritorno, ideata nel 2016: un evento speciale che è dedicato a tutti gli emigrati di Jacurso e che si celebra ogni anno il primo sabato di agosto, accogliendo i cittadini che sono partiti verso il resto del mondo alla ricerca di nuove opportunità, ma tornano periodicamente nel loro luogo di origine.

I miti e le leggende

Come molti altri comuni del territorio, anche in quello di Jacurso non mancano certamente i miti e le leggende che hanno contribuito ad arricchire di fascino le sue strade e i suoi spazi aperti. Tra tutti ricordiamo che, in località Jardiniaju, tra Jacurso e la vicina Madia, ci sarebbe un piccolo spazio verde. Qui, mentre il paese si trovava sotto l’assedio dei francesi, gli alberi decisero di difendersi divenendo soldati, trasformando i rami in elmi e in corazze, e allungando i tronchi fino a farne delle gambe.

Di fianco a loro si sarebbe verificata l’apparizione di un uomo a torso nudo e di una donna che ristorava dando da bere ai soldati. Presi alla sprovvista e evidentemente spaventati da quelle visioni, gli stranieri fuggirono raccontando a chi incontravano la presenza di un esercito di alberi, di un uomo e di una donna che avevano difeso il territorio di Jacurso.

Sempre secondo la leggenda, l’uomo sarebbe identificabile con San Sebastiano, a cui è peraltro intitolata la Chiesa parrocchiale di Jacurso. La donna sarebbe invece la Madonna della Salvazione, venerata nel Santuario dedicato, sempre a Jacurso.

Storie leggendarie che ancora oggi contribuiscono a rendere denso di fascino un percorso alla scoperta di Jacurso, una località che può ben essere inserita all’interno del proprio personale viaggio esplorativo in alcuni dei borghi più incantevoli e particolari della Calabria, ancora oggi particolarmente fieri del proprio passato e delle proprie tradizioni, ma sempre più orientata alla condivisione del patrimonio culturale con i visitatori che avranno la fortuna di giungere in loco.