Approvato alle prime ore di oggi dal gabinetto di sicurezza israeliano, dopo una riunione andata avanti per più di dieci ore, il piano del premier Benjamin Netanyahu di prendere il controllo militare di Gaza City e procedere al disarmo di Hamas con la liberazione degli ostaggi, circa 50 ancora nella Striscia. Lo riporta l’Adnkronos. Secondo una dichiarazione dell’ufficio del primo ministro israeliano, quanto approvato – “a maggioranza” – prevede la garanzia di “assistenza umanitaria per la popolazione civile fuori dalle zone di combattimento” e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza con “il controllo della sicurezza da parte di Israele” nell’enclave palestinese in cambio della fine della guerra, che va avanti da 22 mesi, dall’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele.
Il piano prevede anche che il territorio sia governato da “un’amministrazione civile alternativa, né Hamas né l’Autorità palestinese“. Secondo la tv N12, che cita un ufficiale di alto grado, l’operazione autorizzata nelle ultime ore riguarderebbe solo Gaza City. E stando alle notizie gli abitanti dell’area saranno costretti al trasferimento in campi per sfollati nel centro di Gaza entro l’inizio di ottobre.
Secondo l’ufficio di Netnayahu, le forze israeliane (Idf) “si prepareranno a prendere il controllo di Gaza City distribuendo aiuti umanitari alla popolazione civile fuori dalle zone di combattimento“. “Il gabinetto di sicurezza, a maggioranza, ha adottato – si legge – i cinque principi per concludere la guerra: il disarmo di Hamas, il ritorno di tutti gli ostaggi, i vivi e i deceduti, la smilitarizzazione della Striscia di Gaza, il controllo di sicurezza israeliano nella Striscia di Gaza, l’istituzione di un’amministrazione civile alternativa che non sia né Hamas né l’Autorità palestinese“.
Attualmente si stima Israele controlli circa il 75% del territorio, martoriato da mesi di operazioni militari, dove vivono circa due milioni di palestinesi. Ieri in un’intervista a Fox News Netanyahu parlava dell’ “intenzione” di prendere il controllo della Striscia di Gaza. “Intendiamo farlo per garantire la nostra sicurezza, rimuovere Hamas da lì“, diceva, confermando l’intenzione di passare poi il controllo della Striscia a “un governo civile, non Hamas o altri gruppi che vogliono la distruzione di Israele“. “Questo è quello che vogliamo fare – aggiungeva – Liberarci e liberare la popolazione di Gaza dal terribile terrore di Hamas“.
La notizia del via libera al piano arriva dopo che mesi di negoziati indiretti tra Israele e Hamas per un nuovo cessate il fuoco e il rilascio di altri ostaggi non hanno portato a risultati concreti. Hamas “non vuole un accordo“, ha detto domenica il premier israeliano. Alcuni media hanno ipotizzato l’ultimo annuncio di un allargamento delle operazioni militari potesse essere una tattica negoziale per intensificare le pressioni su Hamas. Una strategia a cui hanno accennato politici israeliani. E N12 ha riferito del pressing di mediatori di Egitto e Qatar su Hamas affinché torni al tavolo delle trattative.


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