Dimissioni Occhiuto, Antoniozzi: “la sua ricandidatura è fuori discussione”

Dimissioni Occhiuto, Antoniozzi: "la sua ricandidatura è fuori discussione, fiduciosi e sicuri di poter rivincere"

“Roberto Occhiuto quando ha scelto di candidarsi a governatore era capogruppo alla Camera. Non si fosse candidato oggi sarebbe certamente ministro. E non avrebbe avuto problemi di salute causati dallo stress e dal troppo amore per la sua terra. La sua ricandidatura è fuori discussione, è unanime, l’hanno voluta tutti i partiti della coalizione. Noi siamo fiduciosi e anche sicuri di poter rivincere ma non siamo presuntuosi. Gli avversari in democrazia si rispettano”. Lo dice Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo FdI alla Camera. “La Calabria è una terra difficile da governare. Se c’è una cosa che non mi piace della Regione è la burocrazia. Che da sempre frena l’indirizzo politico. Anche gli enti di sottogoverno che potrebbero fare molto a mio avviso non hanno avuto lo sprint necessario per sostenere l’attività coraggiosa del presidente. Sono certo che l’Occhiuto bis sarà ancora più efficace e incisivo e i partiti della coalizione potranno dare ancora meglio il loro contributo – aggiunge – Se c’è qualcosa da imputare a Roberto è la troppa generosità manifestata nel governare. Molti, al suo posto, si sarebbero lavate la mani e non avrebbero accettato di assumersi responsabilità come quelle sulla sanità. FdI, Lega, Forza Italia sono compatti intorno a Roberto. Noi lavoreremo con umiltà nei territori, aspettando dal centrosinistra una sfida sui contenuti. A chi mette in gioco altre tematiche rispondiamo che su Beppe Sala, su Ricci siamo stati signorili e garantisti”.

“Rispettiamo la magistratura ma è devastante pensare che un avviso di garanzia, ancora oggi, possa bloccare una carriera politica. Il centrosinistra esca allo scoperto, individui il suo candidato e faccia una battaglia di idee. Accade cosi in democrazia. Ci si confronta sui programmi e che prende un voto in più vince. Tutto il resto non appartiene ala politica ma all’antipolitica. A Sala abbiamo chiesto le dimissioni per come è ridotta Milano non perchè è indagato”, conclude.