Reggio Calabria, dal lungomare al Castello: l’incredibile tour del clochard “itinerante” che ora fa da guida turistica

Dalle fermate dell’autobus al monumento di Corrado Alvaro, fino a piazza Castello: l’uomo senza fissa dimora diventa (quasi) una guida turistica involontaria

  • barbone castello aragonese
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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È diventato una presenza fissa, anzi itinerante, nel centro cittadino: il clochard che da mesi dorme per strada a Reggio Calabria, adattandosi con “sorprendente spirito di iniziativa” ai luoghi simbolici della città. Prima accampato alle fermate degli autobus sul lungomare, poi sistematosi accanto al monumento di Corrado Alvaro, l’uomo ha recentemente trasferito “residenza” ai piedi del Castello Aragonese, vera e propria icona del centro storico.

Lì, sdraiato tra sacchi, coperte e qualche oggetto di fortuna, il clochard si è ricavato un angolo tutto suo nel fresco verde del prato e con possibilità di incontro con turisti e scolaresche in visita. La scena suscita imbarazzo e indignazione per il degrado urbano: forse il clochard potrebbe ormai fare da “ambassador” ai visitabtori, vista la costanza con cui occupa l’area e il numero di “turni” passati in loco.

Ironia a parte, la situazione è lo specchio di un disagio sociale evidente e non più ignorabile: il centro città non può diventare il rifugio improvvisato di chi è abbandonato a sé stesso. I cittadini, tra sorrisi amari e scatti curiosi, segnalano sempre più spesso la presenza dell’uomo, che pare essere diventato parte del paesaggio urbano al pari dei monumenti stessi.

Non si tratta solo di decoro: si tratta di dignità. E forse è ora che il tour – tanto pittoresco quanto preoccupante – del “clochard cittadino” trovi una tappa definitiva, magari al riparo e con l’assistenza di cui ha evidentemente bisogno.