Reggio Calabria, l’ex commissario Gom Scaffidi risponde ad Aned: “l’accusa di vessare i pazienti è gravissima, presenterò querela”

Reggio Calabria, l'ex commissario Gom Scaffidi risponde ad Aned: "l’accusa di vessare i pazienti è gravissima, presenterò querela. Sono stato diffamato pesantemente"

“In data 6 luglio il quotidiano on line da Lei diretto ha pubblicato un comunicato di Aned Calabria scaturito da un incontro con il Commissario straordinario del GOM, dott.ssa Tiziana Frittelli. Il comunicato afferma una “ripresa dei trapianti”, “una ignobile chiusura di stanze dialisi con posti letto” e “vessazioni” operate nei confronti dei dializzati da parte della precedente gestione e conclude che con l’amministrazione attuale vi è “il sole dopo la tempesta” e “si intravede nuova luce anche nell’hub e nell’azienda sanitaria provinciale” per i nefropatici ed i dializzati”. E’ quanto afferma l’ex commissario Gom, Dr. Gianluigi Scaffidi in una nota diretta al direttore di StrettoWeb, Peppe Caridi.

“Orbene, essendo l’attuale organigramma direzionale del GOM assolutamente identico nella sua composizione rispetto al precedente salvo che nella figura del Commissario straordinario, incarico da me ricoperto dal maggio 2022 al febbraio 2025, il comunicato attesta che il sottoscritto è stato il responsabile di interruzione di attività trapiantologica, di chiusura di posti dialisi e di vessazioni nei confronti dei dializzati. E’ superfluo evidenziare come per un amministratore della sanità pubblica e per di più medico l’accusa di vessare i pazienti sia gravissima. Poiché quanto descritto nel comunicato è assolutamente falso ho immediatamente chiesto alla dott.ssa Frittelli, attuale Commissario straordinario del GOM, di rettificare/precisare la portata del comunicato anche a tutela dei suoi attuali stretti collaboratori“, rimarca Scaffidi.

“Il rifiuto della dott.ssa Frittelli”

“Purtroppo Ella, tra uno strepito e l’altro, si è rifiutata pronunciando anche l’ormai stantia, famigerata, becera, pregiudiziale ed irriguardosa frase “voi calabresi siete tutti uguali”, frase che costituisce, spesso, patrimonio di molti che credono di venire in Calabria a miracol mostrare. A seguito di tale rifiuto ho formalmente chiesto a tutti i dirigenti interessati dall’attività trapiantologica e di dialisi di precisare la situazione ed ho ottenuto altrettanto formali risposte che attestano, durante la mia gestione, l’inesistenza di interruzione dell’attività trapiantologica (anzi tutt’altro), l’inesistenza di chiusura di posti dialisi e l’inesistenza di qualsivoglia immaginifica vessazione a danno dei dializzati giungendo a giudicare “le affermazioni contenute nell’articolo gratuite ed assolutamente prive di fondamento e riscontri oggettivi”, puntualizza Scaffidi.

“Farò querela”

“Tutto ciò lo sapevo benissimo ma ho inteso avere formali dichiarazioni al fine di presentarle in Tribunale avendo già dato mandato al mio legale di produrre querela in sede penale e civile nei confronti di Aned Calabria. Peraltro il comunicato non solo si lancia in gratuite diffamazioni dello scrivente ma dimostra, anche, di non conoscere né le leggi né, addirittura, l’azione della stessa Aned regionale“, conclude Scaffidi.