Reggio Calabria, caos scuole: la lettera aperta di genitori indignati, “studenti trasferiti ogni anno senza diritti”

Lettera aperta dei genitori contro l'ennesimo spostamento dei corsi sperimentali dell’Istituto Vitrioli-Galilei-Pascoli-Principe di Piemonte di Reggio Calabria

“Alla cortese attenzione delle Autorità competenti, con la presente intendiamo denunciare pubblicamente una situazione che, ormai da due anni, sta compromettendo gravemente il diritto alla continuità educativa e alla dignità scolastica di numerosi studenti frequentanti i corsi sperimentali a tempo prolungato della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Vitrioli – Galilei – Pascoli – Principe di Piemonte di Reggio Calabria“. Comincia così la lettera aperta di un gruppo di genitori delusi e preoccupati, che ha deciso di firmarsi in forma anonima per evitare ripercussioni a danno dei minori coinvolti.

Spostamenti improvvisi e mancanza di servizi essenziali

“Già nell’anno scolastico 2024/2025, interi corsi sono stati improvvisamente spostati dal plesso Diego Vitrioli, dichiarato inagibile a ridosso dell’inizio delle lezioni, al plesso Galileo Galilei. Tale decisione ha comportato la perdita immediata del servizio mensa e della palestra, costringendo famiglie e studenti ad adattarsi a una sistemazione provvisoria con grandi sacrifici, ma accettata con responsabilità per il bene della stabilità formativa”.

Il trasferimento al plesso Pascoli: una scelta insostenibile

“Tuttavia, apprendiamo con sconcerto l’intenzione, ancora non formalmente comunicata, di trasferire per il prossimo anno scolastico 2025/2026 gli stessi corsi nel plesso Pascoli, struttura progettata per la scuola primaria, del tutto inadatta ad accogliere classi di scuola secondaria a tempo prolungato, che prevedono una permanenza scolastica quotidiana fino alle ore 14:00 e/o 16:00”.

“Una scuola sempre più inadeguata”

“Le criticità sono evidenti e inaccettabili:

  • Aule troppo piccole, inadeguate al numero e all’età degli alunni;
  • Totale assenza di palestra;
  • Assenza di un vero cortile: si passa dall’aver perso la palestra del Vitrioli, a un cortile ampio al Galilei, fino a una piccola pertinenza esterna presso il Pascoli, non idonea neppure alle attività ricreative di base;

È in corso un progressivo peggioramento delle condizioni strutturali e ambientali offerte agli studenti, in totale violazione dei principi di equità, benessere e progettazione scolastica”.

Violazione dei diritti e mancanza di trasparenza

“Non possiamo accettare che tutto ciò venga minimizzato o liquidato come una semplice riorganizzazione interna: si tratta di decisioni prese senza consultazione con le famiglie, imposte unilateralmente, che calpestano i diritti degli studenti e mettono a rischio la qualità della loro esperienza educativa. Non si può spezzare il percorso di crescita scolastica di un ragazzo spostandolo di plesso ogni anno, regredendo ogni volta in termini di servizi, spazi e dignità.

Richiamiamo dunque con forza il principio di continuità educativa, sancito da:

  • Le Linee guida del MIUR, che sottolineano l’importanza dell’ambiente scolastico per il benessere e il successo formativo;
  • I Piani Triennali dell’Offerta Formativa (PTOF), che pongono l’attenzione sulla stabilità come diritto educativo;
  • La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che tutela il diritto dei minori a uno sviluppo armonico, anche attraverso contesti educativi stabili e adeguati”.

Le richieste dei genitori

“Le famiglie coinvolte, pur restando disponibili al dialogo e alla collaborazione, non possono accettare decisioni imposte senza trasparenza, senza confronto e senza garanzie. Né può essere considerato un criterio sufficiente la sola presenza del servizio mensa, se questo comporta la perdita di tutti gli altri requisiti minimi di vivibilità scolastica.

Chiediamo quindi:

  1. La sospensione immediata di ogni decisione relativa a nuovi spostamenti dei corsi sperimentali e a tempo prolungato;
  2. Il mantenimento nel plesso Galilei, con eventualmente la modalità già attuata del pasto domestico per chi si ferma nel pomeriggio;
  3. L’intervento urgente del Garante per l’Infanzia, affinché sia fatta luce sulle condizioni attuali e sulle violazioni in atto;
  4. Una presa di posizione pubblica da parte delle autorità comunali e scolastiche, che spieghi come si intenda assicurare a questi ragazzi spazi adeguati per il loro tempo scuola prolungato.

Se ciò non avverrà, ci riserviamo di intraprendere ogni iniziativa pubblica e legale utile alla tutela dei minori coinvolti, nel pieno rispetto del loro diritto allo studio e al benessere psicofisico”.