Reggina, Ballarino in conferenza non risponde a Bandecchi: “fatte circolare 3 PEC. A Reggio popolo acculturato…”. Poi la bugia sulla vendita

L'intervento del patron della Reggina Nino Ballarino nel corso della conferenza stampa di questo pomeriggio

  • Ballarino
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
  • Ballarino e Praticò
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  • Giuseppe Praticò
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  • Ballarino
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Bandecchi? Ci sono in giro, in maniera impropria, tre PEC, e non credo di dover stare qui a spiegare le PEC che sono in giro. Io credo che il popolo di Reggio Calabria sia acculturato e preparato e basta quello per capire. Vi prego di non chiedermi questo, non intendo entrare in polemica. Non abbiamo mai detto che vogliamo vendere, ma abbiamo sempre detto che davanti a progetti importanti siamo disposti non a farci da parte, ma a ragionare. Chi altro c’è stato oltre a Bandecchi? Rispetto ai nomi fatti circolare, rispetto a Bandecchi nessun altro”. Così Nino Ballarino ha deciso di (non) rispondere a Bandecchi circa le ultime vicende. L’unica risposta, forzata, rimane quella dell’Avvocato Sbarbaro, a cui ieri il sindaco di Terni ha replicato duramente. Nel corso della conferenza stampa, però, nessuna risposta chiara. Anzi, una sì: “non abbiamo mai detto che vogliamo vendere”. Confermato quanto scritto a Bandecchi. Ma allora agli ultrà cosa è stato riferito? L’ennesima bugia…

Poi il prosieguo della conferenza. “Spero che questo incontro sia qualcosa di diverso, qualcosa che ci possa portare a una unione di intenti, perché nella realtà se guardiamo gli obiettivi anche il maggior nemico di questa società ha un solo obiettivo: vincere il campionato. E’ brutto quando penso e mi dicono: abbiamo fallito l’obiettivo. E’ vero: non abbiamo vinto il campionato, ma non è vero che questa era una squadra di scappati di casa, come dite voi qua. La Reggina noi sappiamo cosa rappresenta: in questi due anni ho imparato a conoscerla. Abbiamo cercato di assecondare questa voglia di regginità, mettendo dentro tantissima gente che ha fatto o faceva parte della Reggina precedente, e non è vero che questo era un modo solo per risparmiare soldi. Sappiamo che a questa squadra mancano ancora giocatori importanti”.

“La Reggina è amore, un qualcosa di grandioso, ma la Reggina è anche azienda, è un indotto dove siamo ripartiti per cercare di migliorarci tutti. Qualcuno mi diceva che quest’anno si deve a tutti i costi vincere: certo, gli do ragione. Dobbiamo ricreare quell’entusiasmo che si era creato per 4 mesi e che negli ultimi 20 giorni è finito di nuovo, come se fosse accaduta una catastrofe. Uniamoci, ognuno col proprio ruolo: la società fa la società, la stampa fa la stampa e dico anche la politica, perché abbiamo bisogno di tutti per uscire da questa categoria. Vi chiedo anche di criticarci, se serve, se è una critica che ci migliora. Non offenderci, perché li è danneggiarci. Anche a chi è nemico di questa società, dico: anche voi volete la Serie C. L’obiettivo è la promozione, per poi strutturarci e nel giro di qualche anno tentare qualcosa di più, che può essere la nuova promozione. Ma ora noi non dobbiamo farci prendere dall’ansia, perché ci porta a sbagliare, come già successo lo scorso anno”.

“Se pensiamo ancora al ripescaggio, viste le ultime vicende? Questo lunedì, con la nostra banca di riferimento, abbiamo creato i presupposti per creare la fidejussoria in attesa che si verifichi qualcosa. In cuore mio io lo spero, anche se so che poi alla fine tutto questo sarà inutile”.