Reggina, l’appello di un tifoso alla Curva Sud: “facciamo vedere che Reggio non si piega, Ballarino passi il testimone”

Un tifoso della Reggina ha inviato a StrettoWeb un appello nei confronti degli ultrà, che oggi manifesteranno in centro a Reggio Calabria

Un tifoso della Reggina, l’ennesimo di questi ultimi giorni, ha scritto alla redazione di StrettoWeb per lanciare un appello agli ultrà, che oggi saranno protagonisti di una manifestazione nel centro di Reggio Calabria. Anche questo tifoso, così come quello che ha scritto una lettera aperta pubblicata ieri sera, ha confessato che non rinnoverà l’abbonamento, dopo oltre 20 anni. “Cari tifosi, sono abbonato in Curva dal lontano campionato 2001/2002, quello della nostra seconda, indimenticabile promozione in Serie A. Scrivo queste righe con grande amarezza nel cuore, ma con la consapevolezza che a volte prendere una posizione netta è necessario”, si legge.

“Per la prima volta dopo tanti anni, non rinnoverò il mio abbonamento. Non è una decisione dettata da un singolo episodio, come il mancato rinnovo di Barranco – nella nostra storia abbiamo perso giocatori ben più importanti – La mia scelta nasce da ciò che ho visto e sentito durante tutta la scorsa stagione: mentre qualcuno esultava per aver raggiunto il -1, io provavo vergogna. Vorrei rivolgere un appello sentito allo storico gruppo “Diffidati Liberi” e a tutta la Curva: la Reggina non è un passatempo, non è una scommessa da tentare per poi magari tirarsi indietro se le cose non vanno come previsto. La Reggina è storia, identità, appartenenza. A Salerno, quando la squadra è stata umiliata, i tifosi hanno reagito con forza, anche simbolicamente: sediolini lanciati in campo, partita sospesa, città in fermento. E noi? Dopo tre anni di Serie D, c’è chi ride e chi è soddisfatto.

E ora ci ritroviamo ad ascoltare nomi come Ferraro e giocatori provenienti dal Sambiase: con il massimo rispetto per loro, questi non sono nomi da Reggina, né da squadra che vuole “ammazzare il campionato”. Sono scommesse, non certezze. Giocatori come Ragusa, Porcino, Barillà e Laribi hanno scelto di restare o tornare solo per amore della Reggina, senza guardare al portafoglio, e vanno onorati per questo. Il problema nasce quando si usano progetti confusi e ambizioni personali per gestire una società gloriosa come la nostra. Se non si è all’altezza del compito, si abbia il coraggio di passare il testimone. Le alternative ci sono. Altrimenti, continueremo a marcire tra spogliatoi fatiscenti e campetti dove l’acqua calda nelle docce è un lusso.

Facciamo vedere a chi vuole sfruttare la Reggina per fini propri che Reggio non si compra, non si baratta e non si piega. Se qualcuno vuole fare calcio solo per sé stesso, vada pure ad Acireale o a Paternò. Noi siamo un’altra cosa. Difendiamo la nostra storia, o rischiamo di riscriverla in negativo”, si chiude la lettera.