Palermo, IHP pronta ad accogliere i cavalli dopo lo stop alle carrozze trainate

L’associazione offre supporto al Comune per garantire un futuro dignitoso agli animali dismessi, dopo la decisione di sostituire le carrozze con mezzi elettrici

IHP (Italian Horse Protection, la prima associazione italiana di tutela degli equidi che ha sede a Montaione, Firenze, dove gestisce il primo Centro di recupero per cavalli maltrattati autorizzato dal ministero della Salute) ha offerto al Comune di Palermo la propria disponibilità ad occuparsi dei cavalli che saranno posti fuori servizio dopo che saranno state eliminate le carrozze trainate da animali, come l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla ha dichiarato di voler fare.

“Abbiamo già rivolto pubblicamente il nostro plauso all’Amministrazione comunale di Palermo quando ha annunciato la decisione di voler eliminare le carrozze trainate da cavalli per sostituirle con mezzi elettrici: lo chiediamo da anni a tutte le Città italiane e perciò questa iniziativa non può che trovare il nostro favore – dice il presidente di IHP, Sonny Richichi -. Siamo perfettamente consapevoli del fatto che per cogliere questo nobile obiettivo ci sia più di un elemento da tenere in considerazione, dalla necessità di garantire una fonte di reddito alternativa alle famiglie che con le carrozze lavorano alla rispondenza del provvedimento in fieri con le normative nazionali sui trasporti. Rispettiamo ovviamente le prerogative del dibattito politico che si è aperto sul tema, essendo il confronto fra maggioranza e opposizione il sale della democrazia. Però a noi premono principalmente due aspetti: il primo è che questo provvedimento si adotti e in fretta; il secondo è la garanzia di un futuro certo e adeguato per i cavalli che verranno messi fuori servizio”.

Per questo motivo, IHP ha scritto una lettera all’Amministrazione comunale di Palermo nella quale si dichiara disponibile a partecipare alle eventuali future operazioni di ricollocamento dei cavalli liberati dal “servizio”.

“IHP da 16 anni è la prima associazione italiana di tutela equidi – spiega il presidente Richichi -. Abbiamo maturato una sufficiente esperienza nella gestione di equidi secondo le loro necessità etologiche e nell’effettuare controlli pre e post ricollocamento di cavalli, così come nel fornire consulenze sulla gestione di questi animali, specialmente se anziani. Esiste il rischio che i cavalli dismessi dall’uso per il traino delle carrozze vadano a finire per essere usati in altri modi magari leciti, ma non compatibili con il loro benessere, o addirittura illeciti. In questo modo, l’abolizione delle carrozze non servirebbe a migliorare la loro vita.  Ci piacerebbe avere un confronto con l’Amministrazione e poter collaborare qualora la proposta di delibera dovesse essere accolta come auspichiamo e, quindi, dovesse aprirsi la vera fase della dismissione”.