Villa San Giovanni, Noi Moderati contro Caminiti: “su parcheggi via Mazzini sbaglia dati e contesto”

Parcheggi area di via Mazzini: Noi Moderati di Villa San Giovanni punta il dito contro il sindaco Caminiti

La narrazione del sindaco in merito al progetto dell’area di via Mazzini — potrà forse generare consenso effimero, ma di certo non restituisce verità né rispetto per la storia amministrativa della città, violando il principio della continuità amministrativa. L’area di via Mazzini fu una nostra proposta fin dal 2003, quando l’attuale prima cittadina, allora giovane cronista politicamente impegnata, era costretta a raccontare la vicenda senza convinzione, tanto che oggi, si trova a sbagliare dati e contesto, affermando che essa fosse tra le opere elencate nell’OPCM del Decreto Emergenza Ambientale che invece sono il frutto della travagliata Delibera Consiliare del 31 dicembre 2002“. È quanto dichiarato, attraverso un comunicato stampa, da Massimo Calabrò, delegato di Noi Moderati di Villa San Giovanni.

La svolta sul parcheggio è del 2007 – prosegue la nota -, con il via libera del Consiglio al progetto definitivo ed alla dichiarazione di pubblica utilità. In seguito a nostre sollecitazioni, per il tramite del sindaco dell’epoca, l’allora Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ne autorizzò l’inserimento tra quelle finanziabili con il Decreto Emergenza — facendo entrare l’area parcheggio nel lessico della città.

Da quel momento in poi, con risorse disponibili e progetto approvato, ebbe inizio un percorso di concertazione concreta con l’associazione dei pendolari, residenti del quartiere Immacolata e operatori del mercato. Lo Studio sulla Mobilità, commissionato alla Società Stretto di Messina SpA, che definì il fabbisogno reale di sosta e permise di ipotizzare un sistema di sosta integrato e funzionale per 600 posti auto.

Nel 2016 si completarono gli espropri e nel 2019 l’Arch. Doldo presentò il progetto da 190 posti auto che nel 2021 venne avviato a gara. E qui la narrazione del sindaco da surreale diventa di fantasia: ella ha sostenuto che il dissesto finanziario avrebbe impedito l’utilizzo dei fondi – una tesi smentita pubblicamente durante incontri nel quartiere interessato, e successivamente smentita anche documentalmente attraverso interlocuzioni di cui esiste traccia. Persino l’OSL ha dovuto ammettere che quei fondi erano su contabilità speciale e separata.

Malgrado ciò, il sindaco ha deciso di revocare l’appalto e far riprogettare l’opera, per la quarta volta, determinando un aggravio ingiustificato di risorse economiche e presentando nel 2023 una nuova proposta in piazza Immacolata, che riduce di oltre 100 unità il numero dei parcheggi previsti dal progetto. Viene abbandonata ogni logica di concertazione e non viene effettuato alcuno studio sulla domanda di sosta urbana.

A completare il quadro, viene invocato l’obbligo dei Criteri Minimi Ambientali, che – per le infrastrutture stradali – è vincolante solo dal 21 dicembre 2024. Allora va bene fare scelte diverse ma devono essere ponderate e ispirarsi ai principi di trasparenza, partecipazione, utilità ed economicità perché la città si governa con dati, confronto e verità – non con propaganda e ripensamenti tecnici che servono solo a moltiplicare incarichi, sottraendo benefici per la comunità. Villa San Giovanni merita serietà nella gestione delle opere pubbliche. E i cittadini meritano risposte, non racconti fatui e campati in aria“, conclude Calabrò.