Il CODACONS Reggio Calabria ha trasmesso un ricorso gerarchico unitario al Ministro delle Infrastrutture, al Ministro dell’Interno e al Prefetto di Reggio Calabria, chiedendo un intervento urgente e differenziato in merito alle criticità riscontrate nel Piano Generale Urbano del Traffico (PGTU) 2025 adottato dal Comune di Villa San Giovanni. Il provvedimento – approvato con Delibera di Giunta n. 152 del 3 giugno 2025 – presenta gravi vizi procedurali e sostanziali, tra cui, per quel che interessa in questa sede, l’assenza di fasi di consultazione pubblica preliminari, come previsto dalle Direttive Ministeriali del 1995 e la convocazione tardiva di un incontro pubblico per il 21 luglio, oltre la scadenza ufficiale del 3 luglio per presentare le osservazioni. “La partecipazione deve essere garantita nella fase preparatoria, non postuma”, afferma l’avv. Antonia Condemi, presidente provinciale CODACONS. “Le regole democratiche non si interpretano, si rispettano. Abbiamo chiesto ai Ministeri e al Prefetto di attivare i propri poteri per riportare il procedimento entro i binari della legalità e della trasparenza”.
“Il ricorso, trasmesso tramite PEC, è accompagnato dalle osservazioni presentate nei termini di legge e dall’avviso comunale relativo all’incontro del 21 luglio, ritenuto improcedibile e fuorviante. Se l’Amministrazione Comunale intende perseguire chiari “fini partitici” lo può fare tranquillamente ma al di fuori di quelle che sono le regole organizzative e strutturali di iter ben chiari, posti a tutela della trasparenza e dei cittadini che il CODACONS difenderà sempre e comunque. Non è più possibile assistere ad una sequenza impressionante di violazioni procedurali, omissioni e silenzi da parte di una Amministrazione Comunale che ha da tempo passato il segno e la misura in termini di opacità, mancata trasparenza e biechi interessi politici, trattando i cittadini come sudditi e negando diritti che sono formalizzati e fanno parte del vissuto quotidiano della Pubblica Amministrazione, mentre c’è chi vuole riportare la storia nel passato più remoto”, si legge nella nota dell’associazione.


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