“Siamo arrivati al 1° agosto e la Regione Calabria non ha ancora approvato il calendario venatorio per la stagione 2025/2026, un fatto gravissimo, che rappresenta l’ennesima umiliazione per il mondo venatorio calabrese. Da mesi, in tempi non sospetti, segnalo pubblicamente tramite la redazione Strettoweb che ringrazio, queste gravi mancanze e sollecito le istituzioni e le associazioni venatorie che ci dovrebbero rappresentare e che siedono ai tavoli tecnici a intervenire, ma tutto cade nel vuoto. Mi sarei aspettato un supporto, invece nessuno ha fatto nulla, nessuna azione concreta, nessuna presa di posizione pubblica, nessuna mobilitazione. Ad oggi, esiste solo una bozza di calendario pubblicata online, senza alcun valore legale, perché sembrerebbe non sia nemmeno stata portata in Giunta”. Comincia così la dura denuncia di un cacciatore calabrese indignato, Roberto Zerotti, che già altre volte ha scritto alla nostra redazione.
Un Piano Faunistico vecchio di 20 anni e le conseguenze per la caccia
“Ma la verità è ancora più amara: la Regione Calabria è fuori legge, perché il calendario doveva essere approvato entro il 15 giugno, come stabilito dalla normativa nazionale. Non è finita, in Calabria siamo ancora senza un Piano Faunistico aggiornato: l’ultimo risale addirittura al 2003, nonostante le promesse pubbliche fatte dal 2020, ad oggi non vi è traccia. Questo vuoto normativo ha avuto conseguenze pesanti e concrete: non è stato possibile prevedere la caccia in deroga a storno e fringuello, come invece è stato fatto in molte altre Regioni italiane e chi ci rimette siamo sempre noi cacciatori, presi in giro da promesse che si ripetono ogni anno ma che non si concretizzano mai” si legge ancora.
ZPS, parchi e nuove restrizioni: un territorio sempre più off-limits
“Intanto, il territorio disponibile per la caccia si restringe sempre di più, tra Parco Nazionale dell’Aspromonte e ZPS, la superficie sottratta alla pratica venatoria è enorme e proprio oggi, tramite la stampa, apprendiamo due nuove mazzate:
- Il Decreto VINCA, approvato dalla Struttura Tecnica di Valutazione, prevede l’apertura della caccia nelle ZPS posticipata dal 1° ottobre al 1° novembre;
- È in discussione la creazione di un nuovo Parco Nazionale nella zona di Corigliano, altra area che verrebbe sottratta ai cacciatori;
Tutto questo accade mentre nessuno interviene, nonostante io abbia da tempo segnalato pubblicamente queste criticità, chi dovrebbe tutelarci non ha vigilato abbastanza e ha sottovalutato i miei SOS.
Di fronte a questi veri e propri scempi normativi e organizzativi, tutto ciò che vediamo fino ad oggi è il silenzio, un silenzio che è diventato complicità”.
Disservizi, danni economici e l’appello finale: “adesso, o mai più”
“E non parliamo solo di cacciatori penalizzati, la mancanza di un calendario e di una gestione seria del settore danneggia gravemente anche tutte le attività commerciali collegate al mondo venatorio: armerie, negozi di abbigliamento tecnico, allevatori cinofili, agriturismi, ristoratori, officine, distributori. La caccia in Calabria muove economia, e ogni giorno di ritardo è un danno economico concreto.
Ricordo un tempo, ad agosto le Armerie erano prese d’assalto dai cacciatori, intenti ad acquistare decine di pacchi di cartucce per cacciare in preapertura tortore, quaglie, colombacci… solo ricordi… Oltre a le problematiche inerenti lo svolgimento dell’attività venatoria faccio notare che al 1° agosto i Comuni non hanno ancora ricevuto i tesserini venatori da consegnare ai cacciatori, nonostante i solleciti, tutto è fermo. Questo significa che negli ultimi giorni di agosto si assisterà al solito caos: Comuni sommersi dalle richieste, file interminabili, disservizi e tensioni a ridosso dell’apertura della stagione. Una vergogna che si ripete ogni anno. La misura è colma.
Chiedo a gran voce alle associazioni venatorie che ci rappresentano e sono le uniche che possono raggruppare i propri tesserati: Svegliatevi! Organizzate manifestazioni pubbliche, scendiamo in piazza uniti, con dignità e determinazione, per difendere un diritto legittimo che ci viene negato giorno dopo giorno da chi avrebbe il dovere di tutelarci. Adesso, o mai più” si chiude la riflessione.


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