“Sulla querelle che puntualmente investe la realizzazione dell’Alta Velocità Ferroviaria Salerno Reggio Calabria e nel merito delle dichiarazioni rese in questi giorni da alcuni autorevoli esponenti politici e accademici calabresi, più segnatamente reggini, ritengo doveroso riportare il confronto sul piano della verità e della memoria storica. Non è mia intenzione aprire polemiche, ma mi pongo con spirito costruttivo alcuni interrogativi appellandomi alla memoria, sì, perchè senza memoria e ricordo dei fatti si finisce per falsare il tavolo del confronto”. Così si è espresso Vincenzo Rogolino, Segretario Generale del Sindacato Autonomo Calabria.
Presenza attiva dal 2019 e partecipazione al dibattito pubblico
“Premesso che dal 2019 e fino al 2024 lo scrivente, in qualità di Segretario generale di un Sindacato Autonomo Calabrese, ha denunciato il rischio di voler fare deviare il tracciato ferroviario dell’Alta Velocità verso la dorsale appenninica, proprio questo mi spinse ad attenzionare l’intera vicenda. Una nostra delegazione,infatti, partecipò alla Conferenza “Dibattito Pubblico”, voluta dal Gruppo FS il 18 Luglio 2022, svoltasi presso la Sala Verde della Cittadella Regionale “J.Santelli” in Catanzaro, alla presenza di amministratori, funzionari ministeriali, tecnici, manager e dirigenti del citato Gruppo FS. A quell’importantissimo incontro come parte sociale eravamo presenti solo noi, nessun politico reggino, nessun sindacalista, nessun amministratore”.
Tempismo tardivo e coerenza istituzionale
“Ora, da qualche tempo, esattamente dal 2024/2025 si dimostrano allarmati, ma è un allarme tardivo e senza contenuti reali. Siamo esterrefatti e sorpresi che soltanto nel 2025 siano in tanti a scoprire il tema, come fosse nuovo! quando, in carica l’allora Ministra del PD De Micheli, decisero di destinare milioni di euro per esplorare la possibilità, poi rivelatasi inconsistente e penalizzante per tutta la Calabria, di produrre un nuovo studio che prevedesse il tracciato via Tarsia-Cosenza. Un’ipotesi che abbiamo da subito contestato con numerosi articoli e prese di posizione, non per campanilismo ma per rispetto verso la verità e verso i territori jonici e reggini che sarebbero stati ancora una volta penalizzati”.
Analisi tecnica e proposta di tracciato costiero
“A tal proposito, voglio condividere alcune stime comparative elaborate da tecnici che da tempo mi affiancano nella valutazione di sostenibilità. Secondo queste analisi indipendenti e al di fuori di ogni influenza partitica- sempre riferibili a dati pubblici e aperti al confronto con le istituzioni competenti-il tracciato litoraneo risulterebbe preferibile sotto molteplici aspetti:
- 52 km in meno ( 393 litoraneo; 445 tracciato interno)
- 10 miliardi di euro di risparmio sui costi di costruzione
- tempi di percorrenza Roma Reggio Calabria 4 ore col costiero
- minore impatto ambientale ( CO2)
- assenza di attraversamenti di aree protette o ecosistemi sensibili
- minori rischi sismici e geologici considerato che il tracciato interno attraverserebbe zone classificate come sismiche di massima pericolosità ( Zona 1)
- tempi di realizzazione 8/10 anni contro 12/15 anni nel tracciato interno”.
“Ci preoccupa leggere note catastrofiche dove si ipotizza un’A.V. oltre il 2050; non si è mai immaginato di realizzare un’opera entro pochi anni né tantomeno di coprire il percorso entro le tre ore. Oggi leggiamo di esclusione del sistema dell’Alta Velocità dalla Calabria dagli stessi che sono stati assenti quando avrebbero dovuto essere presenti. La Calabria non ha bisogno di allarmismi pilotati ad intermittenza e secondo la convenienza del momento politico. Attenzione a dire l’esatto contrario di quanto si è detto in precedenza e a dichiarare inesattezze perchè noi, che siamo sul pezzo dal 2019, ci siamo stancati di leggere slogan solo per il gusto di apparire o per fini elettorali”.


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