“Io sono sempre pronto a discutere su qualsiasi argomento, però ritengo che due mandati siano sufficienti, perché non servono incrostazioni di potere. Non è una questione di volontà popolare, perché possono portare anche Mussolini alle elezioni”. Lo ha detto ai microfoni di Rtl il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, a proposito del dibattito sul terzo mandato per i governatori.
“Il ragionamento – spiega il leader azzurro – è che un Presidente di Regione, nel suo territorio, ha più potere di quanto ne abbiano il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica sul territorio nazionale, quindi troppo tempo seduto su una poltrona, si rischia di far sì che ci siano autoritarismi e incrostazioni di potere, motivo per il quale anche negli Stati Uniti, il Presidente viene eletto per due volte soltanto e come in tutte le grandi democrazie ci sono dei limiti alla eleggibilità. Non è un fatto personale”. “Il problema – prosegue il ministro degli Esteri – non è che si fanno delle leggi per Zaia e guai a pensare che noi di Forza Italia facciamo delle scelte legate alle persone, le facciamo per principio. Il ragionamento sul parlamentare è completamente diverso, perché esercita soltanto il potere di controllo sull’attività di governo e svolge attività legislativa, non esecutiva. E ripeto, il Presidente della Regione ha più poteri di quanti ne abbiano il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica, quindi ha nelle sue mani una concentrazione di poteri molto forte e restare troppo al potere non è mai una cosa positiva in una democrazia”, chiosa Tajani.
Nella giornata di ieri un vertice del centrodestra sul terzo mandato non è riuscito a risolvere i dissidi all’interno della coalizione. Forza Italia ha ribadito la propria contrarietà, la Lega rimane favorevole mentre Fratelli d’Italia ha confermato la volontà di discutere della materia. E dunque la delega della decisione passa nelle mani dei leader Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi. L’affondo di Tajani: “Le incrostazioni di potentati rischiano di essere dannose per i cittadini”. Per la Lega prioritaria “una giusta, attesa e definitiva pace fiscale”.


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