Oggi, martedì 17 giugno, in Commissione Ponte a Messina sono ospiti i vertici dei sindacati messinesi: il segretario generale CISL Antonino Alibrandi, il segretario generale FILCA CISL Antonino Botta e il segretario generale FIT Letterio D’Amico. Si è parlato del Ponte sullo Stretto, nei confronti col presidente Trischitta e con i consiglieri comunali, dal punto di vista occupazionale, andando oltre quello che è ormai un dibattito superato legato al sì e al no all’opera. I sindacati si sono detti ampiamenti favorevoli al Ponte e hanno stigmatizzato i pensieri di chi con ideologia dice no, bloccando lo sviluppo, ma allo stesso tempo hanno chiesto alla città di darsi una mossa per quanto concerne la ricerca della manodopera, su cui hanno segnalato notevoli ritardi.
Il primo a prendere la parola è stato Alibrandi: “la CISL è stata l’unica a richiamare la necessità di costruire ante un protocollo che guardi alla legalità, per evitare qualsiasi tipo di infiltrazione. Su questo, quindi, pieno sostegno a questo principio e alle parole del presidente Mattarella. E’ chiaro però che per fare questo ci sono gli organi preposti e in tal senso si sta lavorando. Come CISL riteniamo che la città di Messina sia in forte ritardo sulla necessità di programmare gli investimenti. Il tema del sì e del no ormai è superato. Non siamo più in una fase propedeutica, ma avanzata, all’ultimo miglio, e non possiamo dire che non ci fidiamo delle autorità dello Stato”.
“La CISL è da sempre a favore del Ponte sullo Stretto, è forse l’ultima grande occasione di sviluppo. Non significa che se non si fa Messina muore, ma poi non ci dobbiamo lamentare se continueranno e aumenteranno i soliti problemi. Il Ponte non serve per chi da Messina deve arrivare a Villa San Giovanni, lo sappiamo. E non dimentichiamo che il cantiere è rappresentato dal Ponte solo per il 30%. Per il resto c’è la riqualificazione totale dei territori di Reggio e Messina, sul fronte infrastrutturale e dei trasporti. I ponti uniscono ovunque, solo a Messina dividono. A me da messinese brucia quando si fanno ragionamenti politici che spostano l’attenzione verso il nord. C’è chi parla di dare i soldi al nord se non si fa il ponte. No, io quei soldi li voglio, ci parlo con gli imprenditori e non è vero che tutti vanno via. Ogni volta che Messina può avere uno shock economico, si fanno dei ragionamenti che – mi dispiace dirlo – io non prendo in considerazione. Dobbiamo trovare la capacità di dire che noi questa opera la vogliamo, stando attenti a speculazioni politiche e mafiose. Il Ponte sullo Stretto non è paragonabile e viadotto Ritiro, al Porto di Tremestieri, lo sappiamo che quelle sono opere locali”.
Più sintetico ma altrettanto incisivo il segretario FILCA CISL, Antonino Botta: “ancora sento chiedere spesso se l’opera ponte è un’opportunità. Certo che lo è. Io sono calabrese e so l’opportunità che c’è anche dall’altro lato. Occupazione? Siamo già in forte ritardo, sulla manodopera dobbiamo sbrigarci. La Webuild, per i lavori del doppio binario, ha chiesto un centinaio tra architetti, geometri, ingegneri. Sapete quanti ne abbiamo trovati? Cinque. I giovani vanno via, ma facciamoli rimanere. La busta paga di un semplice operaio specializzato si aggira sui 2 mila euro. Il problema è che provare a formare i giovani nei tempi ridotti sarà molto difficile. A Reggio Calabria hanno già trovato alcuni locali dove smistare il materiale, quelle discariche temporanee. Stanno acquisendo la maggior parte degli impianti per il calcestruzzo. E qui in Sicilia? Nulla. Ancora parliamo di sì e di no. Con tutto il rispetto per chi non è d’accordo, il sistema ci passerà sopra”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?