“I campionati bisogna vincerli, per salire di categoria. E secondo me ha vinto la squadra più forte, il Siracusa, che aveva l’organico e forse la società più forte, i dirigenti più esperti. E quando per qualche evento extra campo la Reggina si è avvicinata tantissimo, a un tiro di schioppo dal Siracusa, sono stati commessi degli errori strategici notevoli. Il Siracusa, forte della bravura dei calciatori e del tecnico, non si è fatta pregare due volte, venendo a vincere a Reggio Calabria la partita decisiva”. Non usa giri di parole, Gabriele Martino. L’ex dirigente amaranto parla così, a Video Touring, in merito all’ultima stagione del club di Ballarino.
A Martino, e lo dice chiaramente, non va giù un altro anno di Serie D: “nessuno può sapere se ci sia, se non i diretti interessati, mai stato contatto tra possibili nuovi investitori e l’attuale proprietà. La politica, in una fase emergenziale, ha fatto sì che questa proprietà avesse la Reggina. Ma non era chiaro, e non gli è stato fatto pesare da parte di tutti, che la Reggina al terzo anno del loro mandato doveva essere tra i Professionisti, vincendo sul campo. Questo mi fa pensare che siano stati commessi parecchi errori. E’ chiaro che solo chi opera sbaglia, però da reggino non riesco a mandare giù che la Reggina debba andare a giocare – con il massimo rispetto – con CastrumFavara e Gela, in un campionato che di Interregionale ha poco; sembra sempre più un campionato regionale”.
“Il fatto che si cerchi aiuto, o che si critichi che non vengano fuori imprenditori che hanno milioni, secondo me non giustifica il fatto che questa proprietà non sia riuscito in due anni a riportare la Reggina in Serie C. Non è un alibi. Per me il fatto che la Reggina debba ancora fare per il terzo anno di D è sinonimo di mancanza di idee e non solo di risorse economiche. Reggio Calabria e la Reggina secondo me devono dotarsi di personaggi più importanti”.



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