Reggina, la mancata promozione in Serie C e quelle parole degli ultrà che riecheggiano quasi un anno dopo: “se non centrate l’obiettivo…”

Quasi un anno fa gli ultrà della Reggina lanciavano una sorta di ultimatum al club in caso di mancato raggiungimento dell'obiettivo. E oggi?

“Le parole hanno un peso in una piazza come la nostra. Si è parlato di vincere ma ad oggi non possiamo che constatare di aver effettuato il minimo sforzo per ottenere un risultato che speriamo per voi arrivi in fretta, al fine di evitare di avere contro anche i 2.000 fedelissimi che hanno deciso di darvi fiducia abbonandosi. Con il mancato raggiungimento dell’obiettivo sperato non avrebbe più senso la vostra presenza alla guida della Reggina e nella nostra città”. Di chi sono queste parole? Degli ultrà della Reggina, i Diffidati Liberi. Periodo? Agosto 2024. Quasi un anno fa, prima dell’inizio della seconda stagione in Serie D, in un durissimo comunicato in cui contestavano anche il caro biglietti per il match di Coppa Italia contro la Vibonese (poi rimasero fuori a protestare), i tifosi della Curva Sud lanciavano un ultimatum al club: “Con il mancato raggiungimento dell’obiettivo sperato non avrebbe più senso la vostra presenza alla guida della Reggina e nella nostra città”, scrivevano.

La storia è nota: sul campo il risultato non è stato raggiunto da tempo e, da ieri, neanche attraverso il ripescaggio. La Reggina farà il terzo anno di Serie D, un unicum (triste) della sua ultracentenaria storia, un record negativo di cui andare tutt’altro che fieri. Durante la stagione, il sostegno del tifo organizzato è stato incessante, soprattutto verso la squadra. E, al netto della protesta di agosto e di quella a Siracusa (gli ultrà di spalle dopo la sconfitta), verso la società nessuna critica, in questi mesi. Oggi, però, a quasi un anno, quelle parole riecheggiano. Senza risultato raggiunto, non avrebbe più senso la presenza in città. Lo pensano ancora?