Referendum 8 e 9 giugno, a Lazzaro una serata con i giovani protagonisti: “il non voto è come un diritto negato”

Giovani studenti protagonisti in una serata a Lazzaro in cui si è parlato del Referendum dell'8 e 9 giugno

  • evento sul referendum a lazzaro con i giovani
  • evento sul referendum a lazzaro con i giovani
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Una serata di partecipazione e impegno civico ha animato Lazzaro, grazie all’evento organizzato dall’avvocato Carmen Latella del comitato civico per il voto referendario dell’8 e 9 giugno. L’incontro ha visto una presenza numerosa e attenta del pubblico, che ha riempito la sala con sindaci, amministratori, professionisti, esponenti della società civile e rappresentanti di associazioni, testimoniando un interesse per le tematiche discusse.

Un momento particolarmente significativo è stato il largo spazio dedicato ai giovani, vera forza propulsiva e speranza per il futuro. Tra gli interventi più apprezzati, spiccano quelli di Arianna, una brillante studentessa di 16 anni del Liceo Classico, che con la sua lucida analisi ha invitato il pubblico alla partecipazione al voto. “Il ‘non voto’ equivale ad un diritto negato al nostro futuro”, ha ammonito, ricordando con forza che “la Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, non un lavoro qualunque bensì un lavoro dignitoso, un lavoro che non si paga con la morte”. Un monito chiaro sulla scarsa sicurezza del lavoro, sottolineato anche dal toccante ricordo di Anna Chiti, la studentessa diciassettenne di Venezia tragicamente scomparsa il suo primo giorno di lavoro in un’attività legata al percorso scuola-lavoro.

A far eco alle parole di Arianna, l’intervento di Andrea, 20 anni, che con determinazione ha invitato i suoi coetanei alla partecipazione attiva alla vita politica e al voto, riconoscendo l’importanza del loro ruolo nella costruzione del domani. La vivacità e la profondità dei contributi giovanili hanno dimostrato una consapevolezza e una maturità sorprendenti, in grado di stimolare la riflessione e l’azione di tutti i presenti.

Al centro del dibattito anche la delicata questione dei lavoratori pubblici “in nero”, i cosiddetti tirocinanti, che da oltre un decennio in Calabria sostengono enti locali, Comuni, Prefetture, Palazzi di Giustizia, scuole, musei, parchi archeologici, biblioteche, sovrintendenze e archivi, garantendo il funzionamento di uffici che altrimenti sarebbero destinati alla chiusura. La loro situazione precaria, con la gran parte che rischia di essere mandata a casa, ha commosso e indignato la platea, rafforzando il senso di urgenza e la necessità di un intervento concreto. In tal senso, l’ingegnere Paolo Laganà, sindaco dal 2007 al 2017, ha esortato a trovare una soluzione per la stabilizzazione di questi lavoratori, ricordando con orgoglio come durante il suo mandato amministrativo, pur in un periodo di ristrettezze economiche, riuscì a stabilizzare 13 lavoratori LSU, restituendo loro dignità e un futuro.

A chiudere gli interventi della serata è stato il segretario metropolitano della CGIL, Gregorio Pititto, che ha ribadito l’importanza dei referendum come “risposta a decenni di politiche neoliberiste che hanno ridotto lo stato sociale e i diritti dei lavoratori”. Pititto ha evidenziato la necessità di “invertire la tendenza alla concentrazione della ricchezza e alla riduzione dei diritti sociali, riaffermando i valori della democrazia sociale e della giustizia economica”.

La serata di Lazzaro ha incarnato un esempio lampante di democrazia partecipativa, dove la voce di ogni cittadino, in particolare quella dei giovani, è stata ascoltata e valorizzata. Ai saluti finali, l’Avvocato Carmen Latella ha chiosato: “cinque sì non cambieranno tutto. Ma sono necessari per invertire la rotta, per un lavoro più stabile, più dignitoso e più sicuro”. Ora, è il momento di tradurre questa partecipazione in azione. “L’appello è chiaro: l’ 8 e 9 giugno andiamo a votare! Votiamo 5 Sì per un futuro di diritti, dignità e lavoro dignitoso per tutti. Il vostro voto è il motore del cambiamento”.