Nuovo Messina, il Sant’Agata esce allo scoperto ma gli ultrà non ci stanno: “siamo delusi”

Nuovi aggiornamenti sulla vicenda Città di Sant'Agata-Messina: le parole del Team Manager Franchina e la contrarietà degli ultrà

Dopo settimane di silenzio ufficiale, e dopo giorni di notizie rimbalzate e rilanciate, il Città di Sant’Agata ha deciso di uscire allo scoperto in merito alla vicenda legata al nuovo Messina. “In riferimento alle numerose voci che stanno circolando nelle ultime ore – si legge in una nota firmata dal Team Manager Enzo Franchina – si invita tutti i tifosi, gli appassionati e gli organi di informazione a mantenere la massima prudenza e a fare riferimento esclusivamente ai canali ufficiali per eventuali aggiornamenti. Chiediamo a tutti i sostenitori di evitare la diffusione di notizie non confermate o fuorvianti, che possono creare confusione e instabilità in un momento delicato. Confidiamo nella passione e nel senso di responsabilità del nostro pubblico. Vi ringraziamo per la vicinanza e vi invitiamo ad attendere le comunicazioni ufficiali che arriveranno nei prossimi giorni”, si legge ancora.

Mantiene la cautela, la società, nella persona del Team Manager, ma quanto accaduto negli ultimi giorni – e raccontato dalla stampa locale – è tutt’altro che fuorviante. Perlomeno, per quanto scritto da StrettoWeb, è assolutamente vero che il presidente del Sant’Agata – Maximiliano Sosa – abbia intenzione di far sì che la società di sua proprietà diventi Messina e richieda il ripescaggio in Serie D. E’ altresì vero che si è messo nelle condizioni di poter ottemperare a tutti i pagamenti ed è altresì vero che ha già incontrato l’amministrazione comunale nonché alcuni personaggi che conoscono abbastanza bene la realtà del calcio a Messina. Ovviamente, e questo era normale, l’inaspettata decisione della Cooperativa – ovvero quella di registrare il marchio ACR Messina – ha un po’ scombussolato gli scenari nell’ambiente calcistico cittadino, ma Sosa e la sua “squadra” hanno intenzione di mandare avanti questo progetto a prescindere dalle sorti dell’ACR e in questo caso dal marchio.

Il tifo organizzato del Città di Sant’Agata è contrariato

Da registrare, invece, l’assoluta contrarietà da parte degli ultrà del Sant’Agata, come diffuso in un comunicato ufficiale: “Siamo estremamente delusi, indignati e molto arrabbiati per tutto ciò che sta succedendo. Nonostante sin dall’inizio non avevamo avuto sentori positivi, per tutto l’anno sia in casa che in trasferta, sobbarcandoci costi non indifferenti, non abbiamo fatto mancare il nostro supporto alla squadra. Rispetto agli anni precedenti i risultati erano ben diversi, ma siamo stati presenti ed ancora una volta vogliamo ringraziare la squadra per quanto fatto”.

“Nella conferenza stampa di presentazione a luglio, oltre ad essere stati rassicurati che il progetto era serio, si era addirittura parlato di Lega Pro, ci era stato detto che mai e poi mai il titolo sportivo sarebbe stato spostato da Sant’Agata. Già in quella sede avevamo capito che Sosa non era un soggetto affidabile e le conferme sono arrivate durante la stagione, tramite la sua condotta”.

“Chiediamo al sindaco Bruno Mancuso, in quanto primo cittadino e rappresentante di questa città, di intervenire, perché il Sant’Agata non è una carta con cui fare magheggi ma rappresenta la storia del nostro paese e soprattutto il futuro per le nuove generazioni che vogliono praticare sport con senso di appartenenza. Portare il titolo fuori significherebbe annullare tutti gli sforzi e i sacrifici fatti in questi ami. A nostro avviso, persone come Maximiliano Sosa devono stare fuori dallo sport ma sicuramente a Messina hanno già capito che personaggio arriverebbe”.