Nicotera è una graziosa località in provincia di Vibo Valentia, in una posizione strategica che garantisce una veduta panoramica sulla Piana di Gioia Tauro e sull’omonimo golfo. Qui è presente Nicotera Marina, una delle perle della Costa degli Dei, che si estende per un ampio tratto libero e sabbioso, particolarmente apprezzato dalle famiglie alla ricerca di una destinazione sicura e confortevole per il proprio relax.
La storia di Nicotera
Nicotera sorge sul territorio in cui si credeva che fosse collocata l’antica Medma. Il suo nome deriva dal romano Nicotiria, che significa “Segno della vittoria”: una ricostruzione che sembra essere coerente e giustificata dal fatto che il centro fu effettivamente fondato da Ottaviano Augusto nel I secolo a.C. dopo una vittoria contro Sesto Pompeo, conseguita proprio davanti alla Costa.
Le numerose incursioni saracene determinarono il sostanziale tracollo della città, che ebbe modo di fortificarsi e potenziarsi solo nel 1065 per volere di Roberto il Guiscardo, che fece costruire un castello e degli strumenti difensivi. È di questo periodo anche la costruzione della Cattedrale, principale edificio religioso del luogo.
Distrutta e ricostruita più volte nel corso dei decenni successivi, Nicotera venne poi conquistata da Federico II, che permise al centro di raggiungere il suo massimo splendore. Federico II fece arrivare nel paese diverse famiglie di ebrei per incrementare le attività economiche e finanziarie locali, alloggiate nel quartiere Giudecca.
La storia della città fu particolarmente travagliata anche nei secoli successivi, con diverse dominazioni. Oggi il paese si regge prevalentemente su turismo, attività commerciali e pesca.
La Concattedrale di Santa Maria Assunta
Tra i principali monumenti della città annoveriamo in primo luogo la Concattedrale di Santa Maria Assunta, il più importante luogo cattolico di Nicotera. Stando alle tradizioni, la Cattedrale sorge sulle rovine di un antico tempio greco dedicato a Diana, poi assalita e saccheggiata diverse volte dalle scorrerie saracene. La ricostruzione fu ad opera del già citato Roberto il Guiscardo, che volle dedicare la nuova chiesa alla Madonna di Romania.
Un ulteriore restauro avvenne su iniziativa del vescovo Ottaviano Capece. Nel 1759, invece, un grande incendio distrusse parte degli arredi di maggiore pregio. Il terremoto del 1783 fece il resto per distruggere l’edificio, peraltro appena restaurato dall’incendio, rendendo così necessario un nuovo lavoro di ristrutturazione che si protrasse a lungo.
Il Castello Ruffo di Nicotera
Un altro dei simboli di Nicotera è il Castello Ruffo, residenza gentilizia presente nel centro storico della città, sede del Civico museo archeologico e del Centro per lo studio e la conservazione della civiltà contadina del Poro.
Progettato nell’attuale forma nella seconda metà del ‘700 dall’architetto Ermenegildo Sintes, che riconvertì il castello in residenza estiva per il conte Fulco Antonio Ruffo, l’edificio è dunque il risultato di una serie di ricostruzioni che la struttura ha subito nel corso dei secoli.
Ad oggi la struttura è ancora incompleta, con una pianta quadrilatera, tre torri angolari quadrilatere, e una torre mancante, mai realizzata. Secondo le leggende, mai confermate, il castello sarebbe collegato alla Marina di Nicotera attraverso una serie di passaggi segreti.
La Chiesa di Gesù e Maria
Un altro edificio molto noto e apprezzato di Nicotera è la Chiesa di Gesù e Maria, chiesa cattolica di rito romano, situata nella parte bassa della città, che collega il centro con le campagne e con il mare.
Stando alle ricostruzioni degli storici locali, l’edificazione della struttura avvenne nel 1638 in conseguenza di un voto fatto dai cittadini scampati all’incursione dei turchi pochi mesi prima. L’edificio non viene però menzionato nei documenti degli anni successivi e, comunque, fino a quelli del 1714.
Gli altri luoghi da vedere
Tra gli altri luoghi da vedere a Nicotera citiamo anche la Cava Romana, area archeologica in località Petti Agnone, a circa 60 metri s.l.m., presso lo scalo ferroviario della città. Un tempo adibita a cava per la lavorazione del granito, fu scoperta solamente negli anni ’70.
Segnaliamo inoltre la presenza di Porta Palmenteri, di origine normanna, una delle porte di ingresso cittadino, nonché l’unica rimasta integra. Utilizzata soprattutto dai pescatori, era la via preferenziale di collegamento di Nicotera con la zona costiera.


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