Gli Stati Uniti hanno ordinato alle proprie ambasciate situate in aree ritenute vulnerabili a un potenziale attacco da parte dell’Iran — tra cui il Medio Oriente, alcune regioni dell’Europa orientale e il Nord Africa — di attivare immediatamente i comitati di azione di emergenza. Le sedi diplomatiche sono state incaricate di inviare cablogrammi a Washington con dettagli sulle misure adottate per mitigare ogni possibile rischio derivante dalla crescente instabilità geopolitica. Il provvedimento arriva in un momento estremamente delicato, a poche ore dalla diffusione di un durissimo rapporto da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), che per la prima volta in quasi vent’anni accusa formalmente l’Iran di essere in violazione dei propri obblighi in materia di sicurezza nucleare.
L’Ambasciata degli Stati Uniti ricorda ai cittadini statunitensi la “necessità di continuare a prestare attenzione e di aumentare la consapevolezza in materia di sicurezza personale, inclusa la conoscenza dell’ubicazione del rifugio più vicino in caso di allerta rossa, poiché incidenti di sicurezza, tra cui lanci di mortai, razzi e missili, e intrusioni di sistemi aerei senza pilota (UAS), spesso si verificano senza alcun preavviso. Il contesto di sicurezza è complesso e può cambiare rapidamente”. Così Trump sui social: “sono più fiducioso che mai che nei giorni a venire e in ogni generazione che verrà, l’esercito degli Stati Uniti aggiungerà gloria a gloria. Dimostrerete un coraggio inesauribile. Difenderete ogni centimetro di suolo americano e combatterete per l’America fino ai confini del mondo!”.
L’Ambasciata degli Stati Uniti in Israele emana un avviso ai propri dipendenti di non viaggiare fuori Tel Aviv, Gerusalemme e Be’er Sheba. “Israele: a causa delle crescenti tensioni regionali, ai dipendenti del governo statunitense e ai loro familiari è vietato viaggiare al di fuori dell’area metropolitana di Tel Aviv (incluse Herzliya, Netanya e Even Yehuda), Gerusalemme e Beer Sheva fino a nuovo avviso. Il transito tra queste tre aree, incluso da e per l’aeroporto Ben Gurion, è autorizzato. È consentito anche il transito sulla Route 1 da e per il ponte di Allenby” si legge.
Il testo di AIEA
Secondo quanto emerso dalla dichiarazione ufficiale, pubblicata a Vienna, Teheran non solo avrebbe rifiutato di collaborare con gli inquirenti dell’Agenzia, ma avrebbe anche negato l’accesso a siti sospetti e, ancor più allarmante, avrebbe accelerato il tasso di arricchimento dell’uranio a livelli che vanno ben oltre le necessità civili. La reazione della comunità internazionale non si è fatta attendere. Il Consiglio dei Governatori dell’AIEA, composto da 35 Stati membri delle Nazioni Unite, ha approvato una risoluzione senza precedenti da due decenni, dichiarando ufficialmente che l’Iran è in violazione degli impegni presi in tema di non proliferazione nucleare.
Nel testo della risoluzione, visionato dall’agenzia Reuters, si legge chiaramente: “Il Consiglio rileva che i numerosi fallimenti dell’Iran nel rispettare i suoi obblighi dal 2019 di fornire all’Agenzia una cooperazione piena e tempestiva in merito a materiale e attività nucleari non dichiarate in più località non dichiarate in Iran (…) costituisce il mancato rispetto degli obblighi previsti dall’accordo di salvaguardia con l’Agenzia”.
I paesi che hanno sostenuto la decisione al Consiglio dei governatori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica AIEA: USA, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Argentina, Australia, Belgio, Ecuador, Ucraina, Canada, Georgia, Giappone, Corea del Sud, Marocco, Italia, Lussemburgo, Olanda e Colombia.
Russia, Cina e Burkina Faso si sono opposti, mentre SudAfrica, India, Pakistan, Egitto, Indonesia, Brasile, Ghana, Thailandia, Algeria, Armenia e Bangladesh si sono astenuti.
La risposta dell’Iran
L’Iran ordina il lancio di un nuovo centro di arricchimento in “un luogo sicuro” e la sostituzione delle centrifughe IR-1 con quelle avanzate IR-6 presso l’impianto nucleare sotterraneo di Fordow in risposta al voto dell’AIEA. Sono in fase di progettazione ulteriori misure che saranno annunciate a breve.


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