Guerra Israele-Iran, lo Stretto di Hormuz: perchè i prezzi di gas e petrolio rischiano di schizzare alle stelle

L'importanza strategica dello Stretto di Hormuz nella guerra Israele-Iran: perchè i prezzi di gas e petrolio rischiano di aumentare come mai visto prima

Nei giorni scorsi le crescenti tensioni fra Israele e Iran si sono trasformate in qualcosa di più concreto. Israele ha dato il via all’operazione militare “Rising Lion” prendendo di mira le capacità nucleari dell’Iran e con esso anche i vertici del regime terrorista che da diversi anni terrorizza il mondo intero. L’obiettivo è di smantellare l’infrastruttura iraniana per l’arricchimento e la produzione di armi nucleari (l’Iran era sul punto di creare 15 bombe atomiche) e, allo stesso tempo, rovesciare il regime.

Presi di mira anche alcuni centri energetici nevralgici come una raffineria petrolifera a Teheran, mostrata nelle immagini satellitari sottostanti riprese da Damien Symon.

Raffineria petrolio Iran

Guerra Israele-Iran: le ripercussioni sui prezzi di gas e petrolio

La guerra tra Israele e Iran rischia di avere pesanti ripercussioni proprio sul settore energetico con i prezzi che potrebbero arrivare a toccare cifre mai viste fin qui nella storia. Fuad Hussein, ministro degli Esteri dell’Iraq, ha contattato l’omologo della Germania per mettere in guardia circa la possibile “chiusura dello Stretto di Hormuz“, sostenendo che potrebbe causare un aumento dei prezzi del gas tra i 200 e i 300 dollari al barile. Valori addirittura superiori alla crisi energetica dopo lo scoppio della guerra fra Russia e Ucraina.

Dallo Stretto di Hormuz transitano, infatti, un quarto delle riserve mondiali di petrolio e un terzo della produzione di gas naturale liquefatto. L’Iran è uno dei principali produttori al mondo, anche se esporta principalmente in Cina in quanto è da tempo sotto sanzioni dell’Occidente, ma la chiusura dello Stretto di Hormuz paralizzerebbe anche l’export degli altri Paesi arabi che inviano petrolio e gas in Occidente.

Stretto di Hormuz

Il prezzo del petrolio già venerdì era cresciuto di oltre il 10%, tornando sopra i 70 dollari al barile. “Se i prezzi del greggio dovessero continuare a salire – affermano gli analisti – potrebbero scattare le prese di profitto degli investitori” e il rischio è che l’aumento dei costi dell’energia “possa far ripartire l’inflazione“, la quale ultimamente aveva mostrato segni di rallentamento legati proprio al calo dei prezzi dei beni energetici.

Stretto di Hormuz

Perchè lo Stretto di Hormuz è così importante?

Lo Stretto di Hormuz risulta essere uno snodo nevralgico per il transito di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL). Si trova tra l’Oman e l’Iran e collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman e quindi con l’Oceano Indiano. La sua importanza deriva da tre fattori principali:

  • Circa un quarto del petrolio mondiale transita ogni giorno attraverso tale zona
  • Nel 2023, oltre 20 milioni di barili di petrolio al giorno sono passati da lì
  • È fondamentale per il GNL: il Qatar, uno dei maggiori esportatori mondiali, spedisce quasi tutto il suo gas attraverso questo passaggio

Stretto di Hormuz

Non esistono rotte alternative di pari capacità. Alcuni oleodotti (come l’Abu Dhabi Crude Oil Pipeline) permettono di bypassare lo Stretto, ma possono gestire solo una frazione del traffico. Chiudere lo Stretto significherebbe bloccare l’export di tutti i grandi produttori del Medio Oriente come: Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar.

Che succede in caso di chiusura?

Se lo Stretto di Hormuz dovesse essere chiuso si assisterebbe, oltre all‘aumento esorbitante dei prezzi di gas e petrolio in tutto il mondo, anche a un problema relativo agli approvvigionamenti. I paesi asiatici (Cina, Giappone, India, Corea del Sud), fortemente dipendenti dal petrolio mediorientale, sarebbero tra i più colpiti. In Europa, anche se c’è una diversificazione crescente (es. GNL dagli USA), il mercato globale del gas è interconnesso: un effetto domino colpirebbe tutti i continenti. Un aumento duratura dei prezzi favorirebbe, di conseguenza, l’aumento dell’inflazione e le economie più vulnerabili potrebbero entrare in recessione.

All’orizzonte una situazione economica cupa tanto quella geopolitica legata alla guerra: per questo motivo, la stabilità della regione deve essere una priorità per il mondo intero e le principali economie globali.

Stretto di Hormuz