In un’epoca in cui l’informazione è sempre più rapida e superficiale, ma i meccanismi della democrazia appaiono sempre più complessi, un libro come Come si USA di Marco Respinti, edito nell’ottobre 2024 da D’Ettoris Editori, rappresenta un piccolo gioiello editoriale che riesce nell’impresa di spiegare il complicatissimo sistema di elezione del Presidente degli Stati Uniti con chiarezza, rigore e un pizzico di ironia.
Marco Respinti non è un nome qualunque. Giornalista, saggista e traduttore con una solida formazione accademica e un percorso internazionale che lo ha visto attivo in ambito culturale e politico oltre i confini nazionali, è noto per la sua capacità di rendere accessibili temi storicamente densi e concettualmente articolati. Giornalista specializzato nella politica americana, ha firmato saggi per testate italiane e internazionali, contribuendo al dibattito pubblico su religione, diritti umani, politica americana e libertà civili. In questo libro mette al servizio del lettore la sua profonda competenza nel campo della politica statunitense, offrendo una “guida” – ma anche un racconto agile – su come funziona davvero l’elezione presidenziale in America.
Respinti parte da un dato che spiazza e incuriosisce: il Presidente degli Stati Uniti non è eletto direttamente dal popolo, ma da un collegio di “grandi elettori”, secondo una logica che affonda le radici in concezioni antiche della rappresentanza, risalenti a Roma monarchica e persino – per metafora – al conclave che elegge il Papa. Questo, sottolinea l’autore, non è un’anomalia, bensì il cuore di un sistema pensato per garantire stabilità, equilibrio e rappresentatività delle diverse anime di un Paese vasto e disomogeneo.
La forza di Come si USA sta nella sua capacità di sfatare luoghi comuni, come l’idea che “vince chi prende più voti”. Non è così, e Respinti lo dimostra con il caso emblematico delle elezioni del 2016, quando Donald Trump conquistò la Casa Bianca pur avendo ricevuto oltre due milioni e mezzo di voti in meno rispetto a Hillary Clinton. È un paradosso apparente che in realtà rivela la natura profonda della democrazia americana: una democrazia diversa, certo non perfetta, ma “antica nell’evo moderno”, alternativa alle derive giacobine e perciò, forse, più solida di quanto spesso si pensi.
La lettura è arricchita da numerose curiosità storiche e aneddoti, come il motivo per cui le elezioni si tengono sempre a novembre, o perché il martedì sia il giorno del voto – decisioni legate a pratiche religiose e agricole dell’Ottocento, che ancora oggi condizionano la vita politica americana.
A pubblicare questa piccola ma preziosa opera è la D’Ettoris Editori, casa editrice indipendente con sede a Crotone, che negli anni ha saputo distinguersi per un catalogo di qualità, attento alla formazione culturale, alla ricerca storica e alla riflessione civile. Fondata da Raffaele D’Ettoris, la casa editrice porta con orgoglio la sua identità calabrese nei circuiti nazionali dell’editoria, contribuendo a far emergere dal Sud un’offerta culturale di livello, spesso orientata su tematiche complesse ma fondamentali: dalla bioetica alla storia del pensiero politico, dalla letteratura cattolica alla geopolitica.
In questo senso, Come si USA non è solo un manuale ben scritto e strutturato: è un esempio concreto di editoria calabrese che dialoga con il mondo, proponendo contenuti dal respiro internazionale ma con radici ben piantate in una terra da sempre generatrice di pensiero, spirito critico e cultura. Un invito a riflettere, e al contempo una dimostrazione che anche dal Sud Italia possono nascere strumenti indispensabili per leggere e capire il mondo.



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