L’attacco all’Iran smonta tutte le fake news su Israele e Netanyahu: cosa sta succedendo e perchè è così importante

Israele ha iniziato questa notte un attacco imponente al regime terrorista dell'Iran, ormai pronto a realizzare la bomba atomica. In quest'articolo spieghiamo perchè una notte di bombardamenti smonta anni di bufale clamorose su Israele e Netanyahu, e perchè quello che sta succedendo è molto importante per il futuro della geopolitica internazionale. Italia compresa

Israele ha lanciato questa notte la storica operazione militare “Il Coraggio del Leone” che ha già decapitato, nell’arco di poche ore, i vertici del regime terrorista dell’Iran e soprattutto le capacità nucleari del Paese-canaglia che da decenni terrorizza il mondo intero. L’obiettivo di Israele è quello di smantellare completamente l’infrastruttura iraniana per l’arricchimento e la produzione di armi nucleari, per cui l’Iran era arrivato ad un punto di non ritorno: l’assemblaggio delle prime 15 bombe atomiche della storia dell’Iran era ormai imminente.

Tuttavia, quest’operazione è soltanto appena iniziata: durerà settimane e i reali obiettivi sono molto più vasti, profondi e anche nobili. L’intenzione di Israele è quella di rovesciare, finalmente, il regime terrorista dell’Iran che nel 1979 ha trasformato l’evoluta Persia in una dittatura islamica, alimentando guerre e terrore in tutto il mondo nei decenni successivi. L’attacco di questa notte, infatti, si inserisce nella strategia con cui Israele, gli USA e l’Occidente stanno provando da anni a liberare l’Iran da questa dittatura estremamente pericolosa per l’umanità intera. L’uccisione del generale Qasem Soleimani, nel 2020, si inserisce in questo quadro, così come le azioni di Israele che lo scorso anno ha eliminato in modo brillante il  capo di Hamas, Yahya Sinwar, il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, e tantissimi altri vertici delle organizzazioni terroristiche legate al regime di Tehran nel Medio Oriente.

Gli obiettivi di Israele in Iran: chi sono i terroristi uccisi e quali sono i luoghi colpiti oggi

Questa notte Israele ha ucciso in modo mirato i vertici militari dell’Iran: sono stati eliminati la maggior parte dei vertici dell’aviazione delle Guardie Rivoluzionarie in un solo colpo, mentre stavano svolgendo un incontro in un Quartier Generale sotterraneo. Sono stati inoltre uccisi la maggior parte dei principali scienziati nucleari iraniani.

Tra le principali figure eliminate c’è Hossein Salami, il capo assoluto dei Guardiani della rivoluzione, tra i più alti funzionari iraniani, molto vicino alla Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Molto importante anche l’eliminazione di Mohammad Bagheri, il più alto ufficiale dell’esercito iraniano, capo di Stato maggiore. Uccisi anche Ali Shamkhani, uno dei più stretti consiglieri politici della Guida suprema, e Mohammad Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione dal 2007 al 2019, predecessore di Hossein Salami.

Uccisi anche tra 5 e 10 scienziati nucleari, tra cui spiccano Mohammad Mehdi Tehranchi, fisico teorico e uno delle menti dietro il programma nucleare iraniano, presidente dell’Università Islamica Azad, e Fereydoon Abbasi, a capo dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran dal 2011 al 2013 e anche lui ricercatore fisico nucleare.

morti leader iran

Israele ha attaccato nella notte il più grande sito di arricchimento dell’uranio dell’Iran nell’area di Natanz, ha distrutto la base aerea a Tabriz e adesso, proprio in queste ore, in pieno giorno, sta colpendo quella di Shiraz. L’esercito israeliano, il glorioso Idf, ha comunicato ufficialmente che durante la notte “i caccia da combattimento dell’Aeronautica Militare di Gerusalemme, sotto la guida precisa della Direzione Intelligence AMAN, hanno attaccato il sito di arricchimento dell’uranio del regime iraniano nell’area di Natanz. Si tratta del più grande sito di arricchimento dell’uranio in Iran, operativo da anni per ottenere armi nucleari e dotato delle infrastrutture necessarie per un arricchimento di livello militare. Nell’ambito degli attacchi, lo spazio sotterraneo del sito, che ospita una sala di arricchimento a più piani con centrifughe, cabine elettriche e ulteriori infrastrutture di supporto, è stato danneggiato. Inoltre, sono state attaccate infrastrutture vitali del sito che ne consentono il funzionamento continuo e il continuo avanzamento del progetto del regime iraniano per ottenere armi nucleari. La stretta collaborazione tra la Direzione Intelligence e l’Aeronautica Militare ha causato danni significativi al sito“.

Nell’operazione della notte, Israele ha eliminato la maggior parte dei vertici dell’esercito iraniano e delle Guardie rivoluzionarie iraniane. Reuters ha battuto un lancio di agenzia secondo cui “Almeno 20 alti Comandanti dell’esercito iraniano e delle guardie rivoluzionarie islamiche sono stati eliminati da Israele“.

Il portavoce dell’Idf, in conferenza stampa, pochi minuti fa ha detto: “L’IDF ha eliminato il Comandante dell’aeronautica delle Guardie Rivoluzionarie: insieme a lui è stato eliminato anche il Comando supremo dell’aeronautica. Durante la notte, il Dipartimento di Intelligence ha scoperto che i vertici dell’Aeronautica militare delle Guardie Rivoluzionarie si stavano radunando in un Quartier Generale sotterraneo per preparare un attacco allo Stato di Israele. Gli aerei da caccia dell’aeronautica militare hanno attaccato il Quartier Generale in cui si trovavano il Comandante dell’aeronautica delle Guardie Rivoluzionarie, Amir Alì Hajizadeh, insieme ad altri alti funzionari. Insieme a Hajizadeh, sono stati eliminati anche il Comandante del Comando droni dell’Aeronautica Militare delle Guardie Rivoluzionarie, Taher-Por, e il Comandante del Comando di difesa aerea dell’Aeronautica Militare delle Guardie Rivoluzionarie, Daoud Shihian“.

Israele ha inoltre colpito radar e infrastrutture strategiche dell’esercito iraniano, compromettendo così ogni possibilità di difesa e contrattacco del nemico. Almeno fino al momento, infatti, l’Iran si è limitato a lanciare pochi droni e missili tutti intercettati in Giordania e Arabia Saudita, prima che arrivassero in Israele. Israele temeva una risposta molto peggiore: tutti gli israeliani sono andati nei bunker questa mattina, gli ospedali hanno sospeso ogni attività pensando di doversi mobilitare per assistere i civili feriti, e invece neanche un missile è caduto in Israele e tutti sono usciti dai bunker e stanno trascorrendo la giornata in modo assolutamente normale.

mappa iran

Israele non ha ucciso civili: attacchi mirati ai terroristi, colpiti nei singoli appartamenti

Nonostante un attacco così imponente, Israele ha evitato spargimenti di sangue e non ha colpito i civili, compiendo tutte le azioni necessarie ad evitare il coinvolgimento di persone innocenti. Tra le numerose immagini che arrivano da Tehran, si possono vedere numerose palazzine perfettamente in piedi in cui sono stati distrutti soltanto dei singoli appartamenti.

Per fare questo, come illustrato dall’esperto Lion Udler in un’intervista di pochi giorni fa proprio a StrettoWeb, “Israele non colpisce l’intero edificio ma solo un appartamento, usando l’alta tecnologia e l’intelligence, studiando la cubatura dell’appartamento, il suo volume e calibrare così il tipo di missile, la quantità di esplosivo e tutti i dettagli necessari ad eliminare i terroristi ma non far crollare l’edificio per tutelare i civili”. 

Ecco un’immagine di Tehran questa mattina, dove un missile con precisione millimetrica ha eliminato un Comandante delle Guardie rivoluzionarie islamiche nella sua stanza mentre dormiva, senza provocare vittime né feriti tra i residenti dello stesso condominio.

attacco iran israele

Questi fatti smontano una clamorosa e storica bufala e fake news che vorrebbe dipingere Israele, una democrazia liberale rispettosa di tutti i diritti umani e delle convenzioni internazionali, come un Paese criminale, che addirittura compie “genocidi” o “stermini di massa“. E invece abbiamo l’ennesima conferma che per Israele la vita umana, pur dei civili di Paesi nemici, ha un valore enorme e l’Idf non uccide deliberatamente persone innocenti, sforzandosi enormemente e utilizzando tecnologie evolute per raggiungere i propri obiettivi militari, tutti difensivi, evitando vittime innocenti.

Smontata anche l’altra super bufala su Netanyahu: le parole forti del leader dell’opposizione israeliana Benny Gantz

Il leader dell’opposizione israeliana, Benny Gantz, questa mattina ha detto che “Lo Stato di Israele ha intrapreso stanotte una mossa strategica di altissimo livello. In questo momento storico, siamo tutti uniti a sostegno dell’apparato difensivo“. Queste parole smontano mesi e anni di bufale clamorose sui media occidentali, secondo cui Netanyahu alimenterebbe la guerra “per rimanere al potere“, ignorando che Netanyahu è stato legittimamente eletto in modo democratico nel 2022 e votato dalla maggioranza degli israeliani. Il suo mandato scadrà a dicembre 2026 e Israele tornerà a votare eleggendo il proprio nuovo leader in regolari elezioni, sia che la guerra continui sia che la guerra finisca. Netanyahu, quindi, non ha alcun beneficio politico o personale dalla guerra, che non è – né a Gaza né in Libano né in Iran – una guerra di Netanyahu, ma un’azione difensiva di Israele contro chi vorrebbe distruggerlo. L’unica anomalia anti democratica, sarebbe Israele senza Netanyahu al governo, in quanto è ciò che vogliono gli israeliani.

Le parole di Gantz di oggi confermano il pieno svolgimento democratico della politica israeliana e la condivisione degli obiettivi militari anche con l’opposizione. Per rendere l’idea della portata delle parole di Gantz, se fossimo in Italia in questi anni con il governo Meloni in carica, è come dicesse queste parole Elly Schlein. Le ripetiamo, se adesso fosse più chiaro: “Lo Stato di Israele ha intrapreso stanotte una mossa strategica di altissimo livello. In questo momento storico, siamo tutti uniti a sostegno dell’apparato difensivo”. 

Insomma, che Netanyahu vuole la guerra per rimanere al potere è qualcosa che non sfiora neanche lontanamente persino i principali avversari politici di Netanyahu, e questo testimonia quanto sia manovrata l’informazione sui grandi media in Europa e in Occidente.

Perché l’Iran è così pericoloso, non può avere la bomba atomica e deve essere fermato

Il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e i suoi alti comandanti militari hanno indicato che il completamento dell’operazione richiederà settimane. Ma soprattutto, questa mattina Netanyahu ha inviato un messaggio al popolo iraniano dicendo testualmente: “Il giorno della vostra liberazione dalla tirannia è più vicino che mai“. Questo testimonia quanto Israele, e nello specifico la sua attuale guida politica Netanyahu, siano vicini al popolo iraniano che subisce da decenni le angherie del regime islamico, esattamente come gli Alleati anglo-americani erano vicini al popolo italiano che subiva il nazifascismo. E così come gli Alleati anglo-americani hanno liberato Italia e Germania dal nazifascismo, oggi Israele prova a liberare i persiani dal terrorismo islamico.

Ovviamente non è carità.

Si tratta di difesa.

L’Iran è il Paese più pericoloso al mondo, e da decenni destabilizza il pianeta intero. Si tratta di una auto-proclamata repubblica islamica che ha una Guida Suprema e un Consiglio dei Guardiani al vertice delle proprie istituzioni. No, non stiamo parlando di Dragonball ma sono davvero questi i termini con cui i comandanti del Paese si fanno chiamare ufficialmente. Oggi la Guida Suprema è Ali Khamenei e regna ininterrottamente sull’Iran da 36 anni esclusivamente con la violenza e il terrore. Tanto per rendere l’idea, Putin e Xi Jinping, a confronto, sono dei novellini, in quanto governano la Russia e la Cina rispettivamente da 25 anni e da 13 anni, con molti più ostacoli e bilanciamenti pseudo democratici rispetto a quelli dell’Iran.

Tutto è iniziato nel 1979 quando l’Iran, che fino a quel momento era una monarchia guidata dallo scià di Persia, era uno dei Paesi più sviluppati ed evoluti al mondo, in cui le donne godevano di tutte le libertà e l’economia era fiorente, è stato sconvolto dalla rivoluzione khomeinista che ha portato il Paese nel buio pesto. Qualche immagine dell’Iran prima della rivoluzione islamica del 1979:

iran prima della rivoluzione islamica 1979

iran prima della rivoluzione islamica 1979

iran prima della rivoluzione islamica 1979

iran prima della rivoluzione islamica 1979

iran prima della rivoluzione islamica 1979

iran prima della rivoluzione islamica 1979

iran prima della rivoluzione islamica 1979

La monarchia liberale, considerata eretica dai fanatici religiosi dell’islam, si è trasformata in una dittatura islamica sciita, la cui costituzione si ispira alla sharia. L’obiettivo dichiarato dell’Iran è quello di distruggere Israele e uccidere tutti gli infedeli, quindi non solo gli ebrei ma anche i cristiani. E’ così che il regime iraniano alimenta, da decenni, tutte le organizzazioni terroristiche che imperversano soprattutto in Medio Oriente, con Israele come dichiarato nemico numero uno.

L’Iran, quindi, a differenza di tutti gli altri Paesi del mondo, non può avere la bomba atomica proprio perchè la userebbe seguendo i principi della loro Costituzione, per sterminare milioni di ebrei e occidentali. Evitare che l’Iran si possa dotare delle armi nucleari significa salvare la vita a milioni di civili innocenti, compresi coloro che in queste ore dall’Italia, dalla Francia, dalla Germania, comodamente seduti sui loro divano, scrivono su Facebook “perchè l’Iran non può avere la bomba atomica e Israele sì“, dimostrando tutta la loro ignoranza. La risposta è semplice: l’Iran la userebbe subito per sterminare milioni di “infedeli, Israele invece utilizza il nucleare da sempre come tutti gli altri Paesi, solo ed esclusivamente per deterrenza. E’ lo stesso identico principio per cui lo Stato italiano prevede una lunga e rigida trafila per ottenere il porto d’armi e lo assegna soltanto ad alcuni virtuosi cittadini negandolo, ad esempio, ai mafiosi. Ecco perchè chi si chiede perchè l’Iran non può avere la bomba atomica ha la risposta a casa propria: è lo stesso motivo per cui ‘ndranghetisti e camorristi non possono avere il porto d’armi. E se – come fanno – utilizzano armi clandestine, lo Stato li persegue, inseguendoli, disarmandoli e arrestandoli.

Ecco perchè dobbiamo ringraziare e sostenere Israele che sta impedendo ad un Paese terrorista islamico come l’Iran di avere armi nucleari. Israele è dalla parte giusta della storia, esattamente come gli Alleati che liberavano l’Europa dal nazi-fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. E l’augurio, in un momento così delicato, è che Israele riesca ad eliminare anche la Guida Suprema Ali Khamenei e rovesciare il regime islamico iraniano, riconsegnando ai persiani la libertà e la democrazia, schiacciando nell’oblio della storia i fanatici del terrorismo islamico, liberando le donne iraniane dagli opprimenti veli che sono costrette ad indossare anche semplicemente per uscire di casa. E’ una battaglia di civiltà in cui l’Occidente dovrebbe essere tutto unito al fianco di Israele, per i diritti umani, i diritti delle donne, i diritti degli omosessuali, mentre invece le pseudo-femministe e gli arcigay dell’Italia e dell’Europa sventolano le bandiere dei terroristi islamici e accusano Israele, senza neanche provare vergogna!

Intanto, a proposito della Guida Suprema Ali Khamenei, questa notte gli attacchi di Israele hanno colpito la sua residenza ufficiale (ma lui non c’era):

casa Guida Suprema Ali Khamenei

casa Guida Suprema Ali Khamenei

casa Guida Suprema Ali Khamenei

Perché quello che sta succedendo ha ripercussioni importantissime anche in Europa e in Italia

Ovviamente questa situazione ha importanti ripercussioni anche in Europa e in Italia. Innanzitutto il prezzo del petrolio ha avuto un balzo enorme per il timore di una riduzione degli approvvigionamenti. Il Brent ha superato i 75 dollari al barile, in rialzo del 9% rispetto ai valori di ieri. Non è chiaro se questo provocherà un reale aumento nel prezzo della benzina: bisognerà vedere se questo aumento verrà confermato e si stabilizzerà nei prossimi giorni. In generale, tutti i mercati azionari sono con il segno meno: stanno diminuendo sensibilmente tutti i titoli, esclusi quelli petroliferi e delle industrie degli armamenti. Buone notizie invece per i titoli di Stato italiani, che continuano a volare: sono ormai considerati un bene rifugio grazie alla stabilità politica e crescita economica del nostro Paese, che negli ultimi anni ha le migliori performance di tutto l’Occidente, e tra le obbligazioni hanno ormai un appeal internazionale senza precedenti tanto che oggi sono i migliori in assoluto sul mercato come reazione di fronte a questa ennesima crisi geopolitica.

Ma abbiamo importanti ripercussioni anche sui viaggi, sul turismo e sull’aviazione. E’ infatti stato chiuso lo spazio aereo su Iran, Iraq, Kuwait, Siria, Libano, Isarele e Giordania, una porzione enorme che va dal Mediterraneo all’oceano Indiano e sta provocando cancellazioni e ritardi per migliaia di voli. Tutte le principali compagnie aeree europee, inoltre, hanno cancellato tutti i voli per i Paesi appena citati, per tutto il weekend, provocando disagi a migliaia di turisti occidentali. Israele ha chiuso tutti i propri aeroporti a tempo indeterminato. Si tratta di una delle no-fly-zone più estese degli ultimi decenni. In diretta da flightradar24:

no fly zone

Gli Stati Uniti non si tirano indietro confermando la linea vicina a Israele che storicamente hanno (per fortuna!) sempre avuto a prescindere dal colore politico di chi li governa. Il Segretario di Stato, Marco Rubio ha detto che “Israele ci ha informati” mentre Donald Trump ha detto: “Ho dato agli iraniani un’ultima opportunità per raggiungere un accordo e li ho avvertiti che le conseguenze sarebbero state molto peggiori se non si fosse raggiunto un accordo. Ora ci sono molti morti e la situazione non potrà che peggiorare ulteriormente. L’Iran deve negoziare un accordo per fermare lo spargimento di sangue. I prossimi attacchi saranno ancora più devastanti. Raggiungere un accordo prima che sia troppo tardi“. In una successiva intervista all’ABC, Trump ha aggiunto: “L’attacco di Israele all’Iran è stato eccellente. Seguiranno altre novità…

Anche la Francia di Macron, che nelle scorse settimane era stata molto critica con Israele su Gaza, questa mattina ha espresso pieno sostegno all’azione israeliana con una nota ufficiale: “Abbiamo espresso a più riprese le nostre vive preoccupazioni in merito al programma nucleare iraniano, specificamente nella risoluzione recentemente adottata dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Riaffermiamo il diritto di Israele a difendersi contro qualsiasi attacco“.

In Italia, il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani (che ieri diceva testualmente “non abbiamo alcun segnale che ci sarà un attacco israeliano all’Iran nell’immediato futuro“, sigh!), ha convocato una riunione di emergenza alla Farnesina con gli ambasciatori dell’area interessata, mentre il Presidente del Consiglio Meloni sta seguendo con la massima attenzione l’evolversi della crisi in Iran, ed ha convocato per il pomeriggio di oggi una riunione in videoconferenza con i ministri maggiormente coinvolti e con i vertici dell’intelligence. Invece Elly Schlein si conferma dalla parte sbagliata della storia, con parole totalmente senza senso: “L’attacco di Netanyahu sull’Iran rischiano di rendere il conflitto globale e rischiano di far saltare il negoziato sul nucleare. Meloni non si schiacci su Trump e faccia qualcosa, ricordando che l’Italia ripudia la guerra“. Sarebbe opportuno che il segretario del Pd andasse a lezione per imparare qualcosa dal suo collega leader dell’opposizione in Israele Benny Gantz

Con gli attacchi all’Iran, Israele ha rimosso la minaccia iraniana per sé “ma anche per l’Europa“. Lo ha detto l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, in un briefing con i giornalisti. Oltre al programma nucleare, l’Iran “ha accelerato anche il suo programma di missili balistici“: “ne ha centinaia che possono raggiungere anche Roma, Parigi, Londra“, ha spiegato Peled, sottolineando che “un’altra cosa che dovrebbe preoccupare gli europei è l’alleanza tra l’Iran e la Russia“.

La guerra continuerà e durerà a lungo

Il portavoce dell’IDF in una dichiarazione di pochi minuti fa ha detto: “Dobbiamo prepararci a un’operazione prolungata. L’operazione è appena iniziata. Abbiamo colto di sorpresa l’Iran ed è per questo che finora non sono stati lanciati missili balistici. Sappiamo che l’Iran si sta preparando a colpire Israele. L’IDF sta operando secondo un piano ordinato e graduale in Iran. Questa è un’operazione graduale“. Quindi la guerra tra Iran e Israele continuerà a lungo. Con l’augurio che sia l’alba di una nuova era di pace e democrazia in tutta la Regione. Proprio mentre scriviamo, alle ore 13:00 in Italia, il regime dell’Iran ha bloccato internet in tutto il proprio Paese.