“Artista e musicista, da sempre ha manifestato un amore autentico e viscerale per la sua Città e una passione incondizionata per la Reggina, che ha raccontato e celebrato anche attraverso la sua produzione musicale e artistica. La sua attività non è solo espressione di talento, ma soprattutto di identità: attraverso la musica, la poesia e le sue iniziative culturali ha saputo custodire e tramandare le tradizioni locali, rinnovandole con sensibilità contemporanea. Vero ambasciatore di regginità, ha costruito un ponte tra le nuove generazioni e il patrimonio culturale del territorio, contribuendo a rafforzarne il senso di appartenenza e di orgoglio. La sua voce e il suo impegno sono diventati simbolo di una comunità viva, che trova in lui un interprete sincero e appassionato”.
Questa la motivazione con cui è stato consegnato il San Giorgio d’Oro 2025 ad Alfredo Auspici, personaggio che a Reggio Calabria non ha di certo bisogno di presentazioni. La motivazione dice già tutto, dice tanto. Artista a tutto tondo, grande tifoso della Reggina, ha promosso il “culto” amaranto attraverso l’ironia, la simpatia, ma anche l’arte del teatro e della musica. Tutti elementi che non ha fatto mancare neanche questo pomeriggio, nel corso della consegna.
Accolto da un’ovazione, dopo la consegna del premio, ha intonato qualche storico coro della Reggina. Successivamente, com’è nel suo stile, ha rivolto una battuta a Brunetti, che gli ha consegnato il premio: “ma lei è quello dei dieci anni di Serie D?”, ha detto scherzando su quello che è ormai diventato un tormentone in città dopo la scelta dell’allora facente funzioni ricaduta su Ballarino. Tra le risate generali, Auspici ha poi chiesto se fosse realmente quello che intendeva dire allora. Il vicesindaco, che non si aspettava la battuta, pur nella leggerezza del momento ha provato a giustificarsi confermando che non intendeva dire quello, chiudendo così un botta e risposta svoltosi in assoluta serenità.



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