Quando inventammo l’autostrada

Quando inventammo l'autostrada. Riprendiamo i primati dell’ingegneria, quella vera

di Mauro Fileccia– Una delle cose in cui eravamo primi erano le autostrade, che ci videro innovare e rischiare. Non solo costruimmo la prima vera autostrada al mondo, ma in soli 8 anni, fra il 1956 e il 1964 fummo capaci di costruire i 755 km dell’Autostrada del Sole, anello di congiunzione del nord e sud Italia: 113 ponti, 572 cavalcavie, 38 gallerie, 57 raccordi, con una media di 94 km di strada all’anno, su uno dei tracciati più difficili del pianeta. Le cronache del tempo scrivevano della prima autostrada: E’ un che di mezzo tra la strada comune e la via ferrata, poiché il movimento vi è regolato con segnalazioni: banderuole verdi, arancione, rosse, ad ala fissa o manovrate alla mano, e fanali e fari luminosi di notte; e vi sono caselli e cantoniere: regole severe di marcia, sorveglianza di agenti montati su motocicletta; e si ha un servizio di biglietteria e di abbonamenti…

Uniforme, disadorna, ma levigatissima, che taglia i campi dilungandosi come la guida di un corridoio d’albergo, evitando fino al possibile le curve ed ogni contatto, ogni intimità e ogni emozione, il pittoresco e il romantico; arida e muta come un’asta, precisa come una pagina d’orario, obbediente a una disciplina, la brevità, e a uno scopo, l’utilitarismo. Ai lati si assiepa e strepita con mille silenziosi richiami, con cento ingegnose trovate di réclame e accosta alla sua frigidità di prodotto di laboratorio la spregiudicata e illusoria festività del lunaparco.