Polemiche pesantissime a Messina per quanto riguarda la pista ciclabile nei pressi della Passeggiata a Mare con critiche molto dure nei confronti dell’amministrazione comunale e dei progettisti. Non le manda a dire Salvatore Totaro, già candidato sindaco della città dello Stretto: “insorgeremo dappertutto e su tutti i fronti per fare rinsavire i folli e tornare indietro a ripristinare la scalinata d’epoca”. “Scopri l’infame ingegnere o il geometra di turno oppure l’incivile assessore che non sorveglia. Se ci sono omissioni ed illegalità faremo scattare le manette“, rimarca Totaro.
Il racconto di Totaro
“Sono andato sul posto ed ho visto e fotografato quando di indescrivibile al limite della decenza ho riscontrato come comportamento dell’amministrazione con le sue Partecipate a cominciare dalla Messina Social City acchiappa tutto verso servizi di scerbatura, svuotamento cestini, pulizia della piazza. Obbrobrio ulteriore la mancanza di tanti lampioni del tutto o a metà, alberi con tanti rami secchi cadenti, altri di grande estensione ricadenti a circa un metro dal terreno di calpestio a rischio per bambini con bici e passanti a sbatterci sopra ed in ogni caso non perimetrati per segnalazione pericolo. Molti pilastri con lastre di marmo divelte e pericolosi e terreno dissestato deforme e privo di copertura pericoloso per i bambini che vanno a giocare”, afferma Salvatore Totaro.
“Vergogna assoluta”
“Uno scandaloso stato dello steccato, che non nasconde la vergogna più vile perpetrata verso la città, che riguarda ciò che prima era il suo fiore all’occhiello e cioè tutto l’interno della cittadella fieristica che sembra una Beirut bombardata ed abbandonata se stessa. Nulla accade a chi non ha ottemperato all’esecuzione e consegna dei lavori con la sua scadenza bene in vista nel cartellone in mostra. Lascio altro per tornare alla partenza dove delle menti demoniache hanno prevalso sulla storia e sulla Sovraintendenza per ridurre allo sconcio più assoluto la scalinata della zona di passeggio sopraelevata che guarda alla Prefettura”, rimarca Totaro.
“Ingegnere depravato”
“Qui un ingegnere depravato assieme ad un geometra inetto e ad assessori incapaci a rilevare ed impedire l’oscenità hanno permesso a progettisti che non nomino, ad azzerare i lievi larghissimi gradini con una colata bilateralmente di cemento da ricoprire con mattoncini e questo per potere essere percorsa da pista ciclabile e disabili. Chiedo di ripristinare subito la scalinata ed arrestare chi ha permesso questo danno. Non entrando nel merito di entrambe le categorie bastava fare lateralmente un congruo ed elegante scivolo mantenendo integra la scalinata che era molto bella e sicuramente vincolata come bene architettonico. Al centro della piazza la fontana dove ristagna acqua putrida e maleodorante da fare venire il vomito. Mi chiedo: come si fa a sbandierare la bandiera blu ottenuta pagando somme incredibili per consulenza e poi avere nel luogo più bello della città una bandiera nera da scandalo. Il tutto dovrebbe approdare in Procura”, conclude Totaro.
Sopralluogo della IV Municipalità
“Si svolgerà su mia proposta oggi alle ore 14:30 il sopralluogo dei Consiglieri della IV Municipalità per verificare quanto accaduto in queste ore presso la Passeggiata a Mare di Messina. L’episodio, che ci lascia sgomenti, non può lasciarci indifferenti e pretendiamo di conoscere il responsabile di quanto accaduto”, è quanto afferma Debora Buda, vice presidente della quarta municipalità.
“Pista ciclabile inutile e fuori norma”
L’Arch. Nino Principato, già componente del CdA del Teatro Vittorio Emanuele e profondo conoscitore della storia e del patrimonio architettonico della città, va giù duro: “per far passare la pista ciclabile inutile e fuori norma o per eliminare barriere architettoniche, c’era bisogno di cementificare con mostruosi scivoli irreversibili le due rampe in marmo della passeggiata a mare per tutta la loro larghezza? E allora mi domando, se è stato fatto per consentire, giustamente, ai disabili su carrozzina di potervi transitare, non bastava realizzare uno scivolo in metallo non invasivo a norma di legge della larghezza minima di 90 cm nei tratti lineari e di 1,50 m nei pianerottoli dove è previsto l’incrocio di persone su sedia a ruote invece di uno scivolo largo circa 6 metri? E allora mi domando, come mai, se si dovesse trattare di uno scivolo per disabili, non ne sono stati realizzati anche dal lato di viale Principe Amedeo dove ci sono non rampe di bassa altezza ma gradini alti 15 cm? E allora mi domando, come mai, se si dovesse trattare della inutile e fuori norma pista ciclabile, lo scivolo è largo circa 6 metri quando il decreto ministeriale 30 novembre 1999 n. 557 impone la larghezza della corsia di metri 1,50?”
“E allora mi domando, il Comune ha chiesto il nulla osta della Soprintendenza ai Beni Culturali per questi scivoli, presentando il progetto per l’approvazione, dal momento che la Passeggiata a Mare è vincolata ope legis perché di proprietà pubblica e perché, come impone il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, che regola la tutela dei beni culturali e del paesaggio in Italia inteso anche col nome di “Codice Urbani”: “1. Le cose indicate all’articolo 10, comma 1, che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre settanta anni, sono sottoposte alle disposizioni della presente Parte fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2.”? Difatti, la Passeggiata a Mare è stata realizzata nel 1934, ben 91 anni fa e i progettisti componenti dell’ufficio tecnico di allora non sono più viventi. Perché, se non è stato presentato il progetto alla Soprintendenza e non è stata rilasciata l’autorizzazione ad eseguire i lavori, ciò si configura come reato penale. E in ogni caso, se la Soprintendenza ha autorizzato tale intervento, è complice di questo orrendo scempio a danno del patrimonio storico”, conclude Principato.








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