Giovanni Toschi, il funambolo del gol: i ricordi alla Reggina e quella doppietta al Messina | VIDEO

Il Circolo Culturale "L'Agorà" di Reggio Calabria organizza una conversazione sul libro “Giovanni Toschi, il Toschino, Un piccolo-grande bomber che segnava solo i gol importanti..."

Si è svolta nella giornata di lunedì 26 maggio la presentazione, a cura del Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria, del libro “Giovanni Toschi, il Toschino, Un piccolo-grande bomber che segnava solo i gol importanti…“. Un libro di 220 pagine ricche di foto, aneddoti e ritagli di giornale d’epoca che ripropongono sotto i riflettori la figura del Toschino che ancora vanta tanti estimatori in Italia che ancora lo ricordano per i suoi dribbling inebrianti e i suoi gol leggendari.

Cifre queste che nella pubblicazione di Paolo Bottari viene raccontata la vita e la carriera come fosse un romanzo, passando in rassegna i tanti ricordi di gioventù, dal Farfalla, al S. Pietro a Vico, fino all’Altopascio prima di spiccare il volo in rossonero segnando i suoi primi dieci gol importanti. Per Paolo Bottari è l’ennesimo appuntamento letterario che armonizza i suoi interessi per il calcio e la storia per una narrativa che rappresenta il romanzo di una vita. Il libro offre numeri e spunti interessanti anche degli anni alla Reggina, Mantova, Torino, Cesena, Foggia, Novara e Viareggio, segnando gol importanti che ancora le statistiche riportano.

Col il pallone a terra, tra gli anni sessanta e l’inizio degli anni ottanta, Giovanni Toschi ha regalato magie incredibili negli stadi di tutte le categorie, mettendo in crisi con le sue serpentine le difese più rocciose. Tanti i nomignoli che gli vennero affibbiati : “Calimero”, “Topolino”, “Speedy Gonzales”, “Freccia del Sud”. Giovanni Toschi, l’ala acrobata che negli anni 70 è diventata un idolo, prima a Lucca e Mantova dove è nato come calciatore, poi nella Reggina Calcio di Oreste Granillo ed Enzo Dolfin, per consacrarsi infine in serie A a Torino e Cesena, poi a Foggia, Novara e Viareggio.

Un grande campione a dispetto dell’altezza, Giovanni Toschi è la figura romantica di un calcio che non c’è più, fatto di passione, impegno, fedeltà, indipendentemente dalla categoria in cui è stato impegnato, ma anche una persona straordinariamente umile e affabile, ben voluto da tutti. Giovanni Toschi è ricordato ancora oggi come “l’uomo della provvidenza” perché, imprendibile com’era, segnava solo i gol che contavano.

Si fa apprezzare inizialmente nella Lucchese, in serie D, dove nel 1966-1967 realizza 10 reti in 31 partite meritandosi la convocazione nella rappresentativa toscana. Nell’estate successiva viene acquistato dalla Reggina, in serie B. In tre stagioni con la squadra calabrese realizza 20 reti in 106 gare, tra cui l’unico gol di testa della sua carriera. Memorabili i gol segnati contro il Catanzaro e la doppietta al Messina. Nel corso della sua carriera calcistica, svolse il suo ruolo in attacco che allora si definiva “ala”, e nel secondo anno a Reggio Calabria giocò in coppia con Franco Causio che indossò la maglia numero 7 sulla fascia destra, mentre Giovanni Toschi a sinistra con la maglia numero 11.

Di quel periodo ricorda: “La Reggina, in B, venne a vedermi diverse volte e mi prese. Ero al settimo cielo: dalla 2ª Categoria alla B in poco tempo. A Reggio, ricordo un pubblico meraviglioso. Io non ero mai uscito dalla regione Toscana. Per andare, all’età di 21 anni a Reggio Calabria, dovevo essere veramente innamorato di questo pallone. Avevo tanta malinconia, ma la superavo costantemente con gli allenamenti e le partite. Dopo il primo anno, tra l’altro, il Palermo versò tanti milioni per portarmi in Sicilia, in A, ma poi tornai alla Reggina, perché i rosanero non davano garanzie di pagamento dei debiti”.

Nella stagione 1970-71 passa al Mantova, con 38 presenze ed 11 reti sempre in B, conquistando la promozione in massima serie. L’8 luglio 1971 viene ingaggiato dal Torino, in serie A, ed il 3 ottobre dello stesso anno nel corso della prima giornata, giocata allo stadio “Danilo Martelli” Giovanni Toschi realizza una rete contro la sua ex squadra. Con il Torino partecipò anche alle competizioni europee del periodo, quali la Coppa UEFA., la Coppa delle Coppe, il Torneo anglo-italiano, dove segnò contro il Newcastle. Nelle altre competizioni si registrano tre reti agli irlandesi del Limerick (Coppa delle Coppe), ed una doppietta agli iberici del Las Palmas (Coppa UEFA.).

Sempre con la maglia granata si registrano 3 reti nel corso della sua permanenza a Torino, nel corso del campionato di Serie A, registrando 30 presenze, sino al giugno del 1973 quando si trasferisce al Cesena, sempre in A. 43 presenze e 4 gol coi romagnoli e poi il trasferimento al Foggia nella stagione 1975-1976. Con i rossoneri, 27 presenze e 2 reti, riconquista la Serie A ma a novembre viene ceduto al Novara, dove resta per due stagioni: 42 presenze e 5 reti, seconda stagione in C.

A trentatré anni l’ultima esperienza tra i professionisti al Viareggio, serie C2, prima di chiudere con la squadra del suo paese, il Porcari, a 38 anni. Da ricordare anche la convocazione nella Nazionale di Calcio Sperimentale, ma qualche infortunio gli precluse la Nazionale A allenata da Ferruccio Valcareggi.

Le cifre relative alla brillante carriera di Giovanni Toschi, sono state ricordate nel corso della conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, dai vari intervenuti, quali amici, calciatori, giornalisti, dirigenti, semplici tifosi, che, con la loro presenza, hanno arricchito l’incontro con diversi momenti di riflessione ed aneddoti. Il sindaco del Comune di Porcari, Leonardo Fornaciari, ha per lui parole di elogio: “E’ ancora un grande sportivo, che con semplicità e umiltà, si è messo a disposizione dei più giovani, insegnando lo spirito vero dello sport“.

Tonino Raffa, giornalista di “Tutto il calcio minuto per minuto” lo descrive così: “Attaccante brevilineo, dribbling inebriante in velocità, Toschi è stato un furetto capace di mettere in crisi tanti avversari“. Nel corso della conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, a Giovanni Toschi sono giunti gli auguri di Josè Altafini e del mitico radiocronista Ezio Luzzi, storica voce di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Oltre alla presenza dell’autore del libro, Paolo Bottari, la manifestazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, ha visto l’alternarsi al microfono di diversi graditissimi ospiti, che con la loro presenza hanno arricchito la conversazione.

Semplici tifosi come Nanni Itri, Carmelo Genovese, Lorenzo Logoteta, Santo Quattrone, il giornalista Eugenio Marino, la figlia del presidentissimo Oreste Granillo (1960-1976), Maria Stella, Mimmo Praticò (presidente della Reggina dal 2015 al 2019), Franco Iacopino (storico dirigente della A.S Reggina 1914 per 42 anni), Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso, l’allenatore della prima storica promozione in serie B. Tommaso Maestrelli fu l’allenatore degli amaranto dal 1964 al 1968, a seguito della conquista della serie cadetta, vinse il Premio Seminatore d’oro per la Serie C, sfiorando, l’anno successivo, la promozione in serie A. É stata la volta di Bruno Iacoboni (portiere della Reggina dal 1967 al 1974) che nel corso del campionato di Serie B 1970-1971 ha stabilito un record di imbattibilità di 1088 minuti.

Dopo il ritiro, ha allenato la Primavera della Reggina, portandola alla finale scudetto nel 1991-1992, e ha ricoperto diversi ruoli nello staff tecnico del club amaranto. Gianni Aiello (Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà” nel corso del suo intervento, ha esposto alcune foto, facenti parte del suo archivio, di quella Reggina, ricordando anche che Giovanni Toschi, era il suo idolo, così come per tanti bambini che si recavano allo stadio Comunale di Viale Galileo Galilei. Tanti i ricordi, gli aneddoti che sono emersi nel corso della presentazione della presentazione del libro “Giovanni Toschi, il Toschino, Un piccolo-grande bomber che segnava solo i gol importanti…“, così come ricordato dallo stesso protagonista, Giovanni Toschi, intervistato da Paolo Bottari, nella location dello stadio Porta Elisa di Lucca, dove tutto ebbe inizio.

Di lui ebbe a dire l’indimenticabile giornalista sportivo Sandro Ciotti: “tipica ala giocattolo che ricorda per stile e rapidità. Dribblatore sconcertante e tiratore efficace dalla media e corta distanza, sfrutta le capacità di opportunista per realizzare i gol in piena zona Cesarini.

La conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da lunedì 26 maggio.