Trump continua il suo lavoro da mediatore nel conflitto russo-ucraino, mantenendo l’equilibrio nella bilancia tra Zelensky e Putin. Dopo le polemiche con il primo, diverse settimane fa, segnali di distensione sono emersi ieri, con il breve colloquio all’interno della Basilica di San Pietro, a margine dei funerali di Papa Francesco. Il presidente USA invece, contestualmente, ha bacchettato Putin, affermando che “non vuole la fine della guerra”. Un atteggiamento da “bastone e carota” con entrambi, considerando la diplomazia finora emersa dai colloqui di Trump con Mosca.
Dopo questa bacchettata, non si è fatta attendere la risposta della Russia, attraverso le parole del portavoce del Cremlino, Dimitry Peskov. “I colloqui tra Russia e Stati Uniti sull’Ucraina hanno bisogno di riservatezza, ma su molte cose c’è sintonia. Questo lavoro non può essere condotto pubblicamente, ci sono molti elementi in linea con la nostra posizione”, ha precisato Peskov, ponendosi in “supporto” agli americani, ma precisando che per certe cose serve riservatezza. Il lavoro sull’Ucraina di Russia e Stati Uniti prosegue, ma “non può essere reso pubblico, può essere fatto solo in modo discreto”, ha aggiunto.
Intanto la presidente della Commissione europea von der Leyen e la premier italiana Giorgia Meloni hanno avuto un colloquio telefonico ieri in serata. Lo riferisce una portavoce dell’esecutivo Ue. La conversazione si è concentrata su “tutte le questioni di interesse comune attuale”, compreso il sostegno all’Ucraina e il dossier dei dazi nel quadro della trattativa tra l’Ue e l’amministrazione Trump.


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