A Reggio Calabria va in scena, ancora una volta, il teatro dell’assurdo. Questa mattina il Sindaco, Giuseppe Falcomatà, ha iniziato a fare la vittima, nell’astuto tentativo di ribaltare la frittata sull’attuale situazione politica e in modo particolare sul caso di scuole e uffici comunali ufficialmente dichiarati inagibili. Ma Falcomatà è riuscito a mettere in mezzo anche il caos per la nuova Giunta comunale, i litigi con il Pd, con Azione, con Sinistra Italiana, praticamente con tutti dopo l’imbarazzante nomina di Filippo Burrone; insomma, ha provato e sta provando a spostare l’attenzione e rilanciare la propria immagine.
Come sempre, lo fa, facendo la vittima. Alla Bart Simpson: “non sono stato io“. E poi ha continuato a raccontare bugie. Un copione già visto dai tempi della “colpa delle precedenti amministrazioni”. Un continuo piagnisteo lungo 11 anni e ormai inaccettabile per tutti, compresi gli ex compagni di merende che si stanno defilando di giorno in giorno.
Povero Falcomatà, gli danno la colpa anche del terremoto…
Prima parlando con i giornalisti, poi con un surreale post Facebook accompagnato da un’immagine da fotomodello con le mani in tasca mentre passeggia tirato a lucido in un cantiere (sì, proprio quella che abbiamo ripreso in alto, a corredo dell’articolo), Falcomatà ha addirittura ironizzato sul terremoto della notte: “Sono già le 12.00 ed incredibilmente ancora nessuno ha attribuito al sindaco la responsabilità del terremoto di stanotte. Ma sono fiducioso, c’è ancora tempo…“. Rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di un evento pubblico, aveva già detto che è tutta colpa proprio dei cronisti, che sulla nuova Giunta hanno raccontato un “romanzo fantastico“, e che la notizia relativa all’inagibilità sarebbe una fake news su cui avrebbe fatto denunce a destra e manca (ma non ha detto nei confronti di chi) per procurato allarme. Ha anche farfugliato che il problema degli edifici inagibili “non dipende da quest’amministrazione e neanche dalle precedenti” (?), quindi non è colpa di nessuno, ma ha voluto far capire che si trattasse di una questione squisitamente burocratica, “dovuta a cambiamenti delle normative“, e che è analoga “in tutti gli altri Comuni” e che quindi non riguarda Reggio Calabria.
Ovviamente è tutto falso. E lo possiamo dimostrare. E lo dimostriamo in quest’articolo, di seguito, con documenti, fatti, dati, riferimenti, riscontri ufficiali. Smentisca questi, il povero Sindaco maltrattato da tutti questi brutti cattivoni…
La verità sui palazzi comunali inagibili: la denuncia di Aroi, il documento di Minutolo e l’ufficialità dell’inagibilità
Il caso dei palazzi inagibili riguarda solo ed esclusivamente il Comune di Reggio Calabria, è provocato da 11 anni di inefficienze da parte dell’Amministrazione Falcomatà ed è una vera e propria bomba ad orologeria sulla sicurezza di studenti e lavoratori. E tutto nasce pochi giorni fa, il 12 aprile, grazie alle denunce di Salvatore Aroi, RLS del Comune. Non stiamo parlando di un impiegato comunale qualsiasi: è il più importante sindacalista dell’Ente, il massimo Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza che ha mansioni (e responsabilità legali) specifiche proprio per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori. Senza la sua denuncia della scorsa settimana, non sarebbe emerso nulla e il Sindaco avrebbe continuato a nascondere la polvere sotto il tappeto.
Ebbene, Salvatore Aroi il 12 aprile ha presentato una denuncia rivolta alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, al Prefetto, ai dirigenti comunali e ai vari responsabili dell’Ente, in cui ha evidenziato in modo molto meticoloso “gravi carenze strutturali in materia di sicurezza sul lavoro presso tutte le strutture comunali di Reggio Calabria“. La denuncia rivolta alle autorità competenti è molto circostanziata e correlata di immagini che hanno portato successivamente il dirigente Francesco Minutolo, ingegnere con la responsabilità di datore di lavoro unico per la sicurezza del Comune di Reggio Calabria, a dichiarare ufficialmente la totale inagibilità dei palazzi comunali. C’è poco, quindi, da smentire. E’ tutto ufficiale. I palazzi del comune sono inagibili.
Nel documento si trova, ad esempio, la fotografia dei locali interrati del CeDir, il palazzo comunale che ospita il maggior numero di dipendenti: l’immagine testimonia gravi criticità con una discarica interna, l’archivio non conforme alla normativa e l’impianto anti incendio inattivo. La denuncia continua con numerose immagini dai pianerottoli del CeDir con depositi incontrollati e intralci ai percorsi di emergenza, gravi carenze igieniche e sanitarie e altre criticità. Analoga denuncia è pervenuta per molti altri uffici comunali, scuole, musei (vedi la Pinacoteca) e strutture: tutte quelle (sono 24) contenute nel comunicato stampa del consigliere comunale Massimo Ripepi, ieri pubblicato da tutti i giornali. Quelli che Falcomatà minaccia pubblicamente di denunciare perchè hanno ospitato un comunicato stampa ufficiale di un consigliere di opposizione. Forse Falcomatà pensa di essere come Putin, a cui i giornalisti devono chiedere il permesso di scrivere quello che dice il padrone?
Ecco una delle immagini contenute nella denuncia, dai locali interrati del CeDir:
Soltanto a seguito di questa denuncia (a sua volta nata da mesi e mesi di testimonianze e segnalazioni da parte di numerosi dipendenti), dopo appena due giorni, nel pomeriggio di lunedì l’ing. Francesco Minutolo ha firmato la comunicazione ufficiale di inagibilità per 24 plessi. Abbiamo già spiegato che è il responsabile legale come datore di lavoro unico per la sicurezza del Comune di Reggio Calabria: se succede qualcosa, deve risponderne penalmente.
Questa Comunicazione è ufficiale e protocollata: la riportiamo integralmente di seguito.
Con questo documento, l’ing. Minutolo è legalmente tutelato. Spetta adesso al Sindaco Falcomatà mettere in pratica le direttive dei responsabili, che hanno dichiarato 24 immobili – tra cui molti uffici e molte scuole – ufficialmente inagibili. E se Falcomatà non li chiude, è soltanto per una sua scelta politica: non vuole prendersi la responsabilità di mandare la città nel caos, di chiudere tante scuole e tutti gli uffici comunali, ma al tempo stesso è consapevole che sono inagibili per gravi carenze tutte maturate durante la sua lunghissima amministrazione della città. E a fronte di questo dramma, ha anche il coraggio di fare la vittima? Di dire che gli diamo la colpa per il terremoto?
Almeno Bart era un cartone animato…
Non sappiamo se è peggio chiudere tutti gli uffici e le scuole inagibili, o consentire che le attività proseguano regolarmente nonostante la piena e assoluta consapevolezza dei gravi rischi a cui sono esposti lavoratori e studenti.
Il caso del terremoto: utile solo a frignare o speculare contro il Ponte sullo Stretto
Di certo c’è che Falcomatà ha chiamato in causa persino il terremoto: facendo la vittima e piagnucolando sui social, ha detto che ancora nessuno gli ha dato la colpa della scossa di questa notte. Fermo restando che la scossa di questa notte non ha provocato alcun danno, quindi non riusciamo a trovare alcun effetto di colpevolezza in questo terremoto; ma è proprio il rischio sismico a cui Reggio Calabria è storicamente esposta a dover responsabilizzare le autorità competenti ad agire per prevenire gravi conseguenze in caso di scossa più importante. Falcomatà, invece, non solo in 11 anni non ha fatto nulla per prevenire il rischio sismico, ma ha persino abbandonato il gruppo comunale della protezione civile che era un’eccellenza della città e adesso, da dieci lunghi anni, non esiste più. E’ una vergogna, l’ennesima di questa Amministrazione. E il Sindaco vuole passare per quello “che non ci colpa“, come direbbero i saggi.
Anziché scherzare sul terremoto, Falcomatà dovrebbe mettere in sicurezza i palazzi comunali che sono tutti di sua competenza, a maggior ragione alla luce del rischio sismico. Invece per il Sindaco reggino le scosse servono solo per speculare contro il Ponte sullo Stretto, una battaglia cavernicola che vede Falcomatà in prima fila. Eppure il Ponte sullo Stretto sarebbe una delle poche strutture a resistere anche ad una scossa di magnitudo 7.1.
Falcomatà è stato eletto con il compito di far stare in piedi tutto il resto, e invece dopo 11 anni di sindacatura è riuscito a rendere inagibili tutti i palazzi comunali senza neanche che il terremoto – quello serio – ci sia stato davvero.




Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?