L’Unione Europea sarebbe pronta a imporre dazi fino al 25% sui prodotti statunitensi come ritorsione per le imposte sui metalli, ma risparmierà il bourbon per proteggere il vino e gli alcolici europei dalle rappresaglie, secondo un documento visionato dall’Afp oggi. Lo riporta l’Adkronos. I dazi proposti, elaborati dopo l’entrata in vigore delle misure volute dal presidente Donald Trump su acciaio e alluminio il mese scorso, mirano a dimostrare la forza dell’Ue, mentre Bruxelles cerca di negoziare con Washington.
Bruxelles ha scelto di escludere il bourbon da un elenco preliminare di prodotti presi di mira, dopo aver ceduto alle richieste dei principali esportatori di vino, Francia e Italia, spaventati dalla minaccia di Trump di colpire le bevande alcoliche europee con una tariffa del 200% come ritorsione. Il whiskey prodotto negli Stati Uniti non figura nell’elenco finale visionato dall’Afp, che è stato inviato ai rappresentanti degli Stati membri dell’Ue prima del voto di domani. L’elenco propone dazi su beni come: soia, pollame, riso, mais dolce, frutta e noci, legno, motociclette, plastica, tessuti, dipinti, apparecchiature elettriche, trucchi e altri prodotti di bellezza.
La risposta dell’Unione è articolata in due fasi destinata a svilupparsi nelle prossime sei settimane. Innanzitutto, consentirà ai dazi risalenti al primo mandato di Trump, ma attualmente sospesi, di tornare in vigore a metà aprile. La seconda parte della risposta riguarda una nuova serie di dazi che prendono di mira i beni statunitensi, come riportato nel documento.
Se approvate, la maggior parte delle tariffe entrerà in vigore a metà maggio, mentre alcune, come quelle sulle mandorle, inizieranno a dicembre, secondo il documento. Inizialmente Bruxelles stimava che le tariffe statunitensi avrebbero colpito 28 miliardi di dollari di esportazioni e la risposta europea avrebbe interessato la stessa quantità di prodotti statunitensi. Ma il commissario al Commercio dell’Ue Maros Sefcovic ha affermato ieri che “non arriverà al livello di 26 miliardi di euro (28 miliardi di dollari), perché abbiamo ascoltato molto attentamente i nostri Stati membri“.


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