Siamo alle solite. La coalizione che governa la città di Reggio Calabria da 11 anni è in un continuo subbuglio con cambi continui e senza trovare una quadra ben definita ed a risentirne è la città. Nessuna linearità, è come se si è andati sulle montagne russe, una parabola ondivaga che ha provocato fratture, litigi, cambiamenti su cambiamenti, giunte su giunte. Le dimissioni (richieste dal primo cittadino?) dell’assessore alle Attività Produttive, Marisa Lanucara (paga la gestione della chiusura del mercato a Piazza del Popolo?), ha creato un effetto domino all’interno dei gruppi politici che appoggiano il primo cittadino con ambizioni, più o meno meritate, di entrare in Giunta. Oltretutto, e questa è storia nota, Falcomatà è scontento di almeno altri due assessori, quindi, da qui a qualche giorno, dovrà decidere se fare l’ennesimo rimpasto.
La situazione
Sarà un membro di Azione, rappresentato a Reggio Calabria da Santo Suraci, a prendere il posto di Marisa Lanucara. Sembra ormai certo l’ingresso di Ramona Calafiore nell’esecutivo politico di Palazzo San Giorgio. L’entrata ufficiale in giunta del partito di Calenda ha provocato tanto malumore negli altri gruppi politici che sono senza rappresentati nell’esecutivo e che adesso vorrebbero esserci. I “democratici e progressisti”, ad esempio, è da un anno, dopo la formazione dell’attuale giunta, che pretendono di esserci. Non è definita, al momento, la posizione del Pd, il maggiore azionista dell’attuale maggioranza, su una situazione che rischia di diventare esplosiva.
Insomma, gli equilibri sono alquanto precari, con Falcomatà che sta cercando di discutere con tutti e decidere come muoversi e come fare. Il tempo stringe e la città non può più attendere giochi di palazzo e bramosia di potere.


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