Reggina: vittoria facile contro il Castrumfavara, ma le speranze di Serie C sono ridotte al lumicino

La Reggina liquida la pratica Castrumfavara in 21 minuti, ma il Siracusa risponde facilmente e - a una giornata dal termine del girone I di Serie D - la vetta rimane invariata

Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Tutto facile, ma probabilmente inutile. Dopo le feste pasquali anche la Reggina torna in campo e dimostra di aver smaltito abbastanza bene le uova di cioccolato. Tre reti nei primi venti minuti al Castrumfavara e partita praticamente in saccoccia con ampio anticipo. Diversi chilometri più a sud, però, non è da meno il Siracusa, che si sbarazza abilmente della Vibonese e resta un punto più avanti a una sola giornata dal termine. Domenica prossima, 4 maggio, si deciderà la vincitrice del girone I di Serie D, anche se le speranze di primo posto – per la squadra dello Stretto – sono ormai ridotte al lumicino. Gli amaranto andranno a San Cataldo, il Siracusa a Barcellona, in casa dell’Igea Virtus ormai salvo e senza più alcun obiettivo.

La cronaca della partita

Prima del fischio d’inizio, il capitano Barillà depone un mazzo di fiori, sotto la Curva Sud, per ricordare Michele Punturieri, tifoso amaranto morto qualche giorno fa. Poi calcio d’avvio. Se con il Locri la fatica era stata tanta – con una gara combattuta, sofferta e in bilico fino all’ultimo, nonostante la classifica dell’avversario – oggi la squadra di Trocini torna a mostrarsi lucida, letale e soprattutto cinica. Solita partenza sprint e occasioni quasi tutte capitalizzate. Frastornato, il Castrumfavara, che eppure è ancora invischiato nella lotta salvezza. Tra le compagini maggiormente penalizzate dall’esclusione dell’Akragas, aveva la permanenza praticamente in pugno, ma è dovuto tornare a lottare, risentendone anche da un punto di vista psicologico.

Tornando alla partita, i frutti del grande avvio di marca amaranto si tramutano al 9′ nel gol di Ragusa, che poco prima aveva fatto le prove, sfiorando la marcatura. Assist di Porcino, colpo di testa dell’ex Messina e gara sbloccata. Zero reazione ospite, Reggina invece pimpante. Talmente pimpante da trovare il gol dopo dieci minuti: l’assist questa volta è di Giuliodori dalla sinistra, Barranco riceve, se la sistema, fa fuori un avversario e batte il portiere; gol da attaccante consumato e 2-0. La gara è già chiusa, ma bastano altri due minuti di lancetta affinché venga definitivamente blindata: capitan Barillà, infatti, fa tris. E siamo solo al 21′. Dopo 21 minuti, praticamente, la partita è già finita. Non può che rivolgersi, l’attenzione, a Siracusa e al match contro la Vibonese. Il cui primo tempo si chiude però, come al Granillo, sul 3-0.

La ripresa, dunque, rappresenta il nulla assoluto in entrambi i campi, a parte il 3-1 del Favara all’ora di gioco. Partite già in saccoccia e interesse già proiettato all’ultima di campionato, dove il Siracusa ritroverà un’altra avversaria che – come la Vibonese – non avrà più nulla da chiedere al campionato (l’Igea Virtus, già salvo). Evidente, oggi, la differenza di motivazioni, al netto delle solite parole di circostanza e della (incredibile) convinzione dei dirigenti amaranto, sicuri di agguantare il primo posto (di questo tenore le parole del DG Praticò nei giorni scorsi). Arrivati a questo punto, e con gli scogli più importanti già superati, gli aretusei si trovano davanti avversari decisamente meno motivati di loro. Con buona pace dei tifosi della Reggina, in alcuni casi addirittura “arrabbiati” perché la Vibonese avrebbe dovuto – non si sa per quale motivo – giocare la partita della vita. Gli amaranto, lo ripetiamo da tempo, il campionato l’hanno perso nelle due partite più importanti, proprio contro la squadra che la precede: il Siracusa ha vinto sia all’andata che al ritorno e per ben cinque volte negli ultimi due anni, dimostrandosi più forte degli uomini di Trocini. Sul campo, ovviamente, il giudice supremo.