Ponte sullo Stretto, adesso i “No” blaterano di “strumento di guerra”. In realtà è segno di pace e unione

Non un’arma di guerra, ma un simbolo di sviluppo e riscatto: il Ponte sullo Stretto unisce il Paese contro chi continua a diffondere allarmismi e paure infondate

La propaganda della sinistra non conosce confini e vergogna. Ancora una volta i cavernicoli del “No Pontescendono in campo con slogan surreali e allarmismi fuori dal tempo. Ora il Ponte sullo Stretto sarebbe addirittura “uno strumento di guerra“, secondo quanto propagandato da improbabili manifesti che circolano a Messina relativamente ad un incontro che si terrà il 6 maggio alle 18:30 presso la Casa del Popolo in via degli Amici 21 a Messina. Un’accusa grottesca, che insulta l’intelligenza dei cittadini e svilisce il dibattito pubblico.

La verità è semplice e sotto gli occhi di tutti: il Ponte è un’infrastruttura strategica per l’Italia, non un’arma militare. È sviluppo, connessione, futuro. È la fine di un isolamento che per troppo tempo ha condannato Sicilia e Calabria a un ruolo marginale nel contesto economico nazionale ed europeo. È la possibilità concreta di unire il Paese, di creare lavoro, di attrarre investimenti, di garantire finalmente a milioni di persone trasporti moderni, efficienti e sicuri. Ed è un simbolo di pace, come ha sempre detto Papa Francesco riferendosi ai ponti in contrapposizione ai muri che alimentano la guerra.

I “No Ponte“, invece, continuano a raccontare favole catastrofiste, agitando spettri di militarizzazione e scenari da film apocalittico. Una narrazione tossica, priva di basi reali, che serve solo a conservare lo status quo: quello di una Sicilia tagliata fuori dalle grandi direttrici commerciali e industriali. Chi si oppone al Ponte, in buona sostanza, si oppone al futuro.

Il Ponte non è solo un’opera pubblica: è un simbolo di riscatto, di orgoglio nazionale. Dopo decenni di immobilismo e retorica sterile, è tempo di costruire, non di distruggere. Di progettare, non di gridare slogan. Di offrire ai giovani del Sud un’alternativa concreta all’emigrazione forzata.

Il vero “strumento di guerra” è l’ignoranza diffusa da chi dice sempre no. Guerra contro il progresso, guerra contro il lavoro, guerra contro la dignità di un’intera parte del nostro Paese.

Il Ponte sullo Stretto si farà. E sarà un ponte di pace, di crescita e di speranza. Altro che guerra.ponte stretto come strumento di guerra