“L’Impero americano”: Trump si ispira all’antica Roma e divide il mondo in 3 blocchi

Trump annuncia alla nazione la trasformazione degli USA in "Impero Americano". Novità in politica interna ed estera: le altre Nazioni divise in 3 blocchi tra amici, neutri e barbari

Fin dal giorno del suo insediamento Donald Trump ha affermato di voler far ritornare nuovamente grande l’America. Diverse le misure prese in politica interna ed estera per dar seguito all’idea di tornare a vedere un’America potente, maestosa e che domini lo scenario europeo. Un po’ come accadde nel passato con l’Impero Romano. Il paragone è tutt’altro che casuale. In un discorso rivolto alla Nazione, e per la portata dei contenuti, inevitabilmente, anche al resto del Mondo, Donald Trump ha annunciato un drastico cambiamento in atto negli USA. in sintesi: la transizione da stato federale e repubblicano a quello che diventerà  “The American Empire”, “L’Impero americano” .

“Una nuova era avrà inizio: cesseranno le guerre, le proteste, i disordini sociali e tutti cittadini del mondo che lo meriteranno potranno vivere in pace. – ha dichiarato Trump Per fare ciò serve un nuovo ordine, basato su un poter forte, in grado di poter prendere decisioni senza dover sottostare a lungaggini burocratiche, condizionamenti e senza cavilli giuridici da dovere superare. Nel nuovo ordine, istituzioni come parlamento e magistratura non avranno più motivo di esistere in quanto obsolete e pertanto saranno cancellate, così come non saranno più necessarie le elezioni, perché, se si raggiunge il potere del Paese più importante del Mondo, è scontato che ci sia dietro il mandato divino. I benefici del nuovo ordine non saranno privilegio dei soli cittadini americani, bensì potranno essere estesi a tutti i paesi del mondo che accetteranno le regole che verranno da Noi fissate. Viva l’America. Dio è con Noi”.

L’Impero Americano: la “Nuova Roma”, il Senato e cosa succederà alla morte di Trump?

I giornali americani hanno pubblicato le prime indiscrezioni riguardanti le fondamenta del suddetto “Impero Americano”. Innanzitutto, Trump assumerà il titolo di “Emperor”, “Imperatore”. Come detto, gli USA cambieranno denominazione e Washington, in quanto capitale, verrà ribattezzata con l’appellativo di “New Rome”, “Nuova Roma”. Dell’Impero Romano sarà replicata sia l’organizzazione interna che il modus operandi in  politica estera, mentre un nuovo Senato, a nomina imperiale e che svolgerà solo compiti di rappresentanza e celebrativi, sarà costituito entro 30 giorni dalla nascita del nuovo sistema.

Il vicepresidente J. D. Vance ha sottolineato, per restare in tema imperiale, che questo sia il destino di Trump per “God will”, “volontà di Dio”. Un chiaro riferimento all’attentato armato in cui il tycoon è miracolosamente sopravvissuto durante la campagna elettorale.

Trump, però, non avrà vita eterna. Cosa accadrà, dunque, al momento della sua morte? Complessa la questione della successione. Non si procederebbe per ordine dinastico ma sarebbe lo stesso Imperatore a designare il successore al trono, anche estraneo alla linea sanguigna. Le ipotesi si sprecano: dal braccio destro Elon Musk allo stesso J. D. Vance, passando per il Segretario di Stato Rubio.

Per quanto riguarda i singoli Stati che compongono la federazione, essi rimarranno tali ma saranno guidati da un Governatore di nomina imperiale, le contee invece saranno guidate da uno sceriffo, nominato dal Governatore. Per garantire, inoltre, una giustizia imparziale e obiettiva, i giudici saranno nominati dall’Imperatore stesso.

Ci saranno tante altre novità in diversi campi, come in geografia. Infatti, come il Golfo del Messico ha cambiato nome in Golfo d’America, anche il Canale di Panama cambierà nome e si chiamerà Canale d’America. Inoltre, anche l’Atlantico cambierà denominazione: diventerà l’Oceano Americano Orientale, mentre il Pacifico si chiamerà Oceano Americano Occidentale.

Ai paesi che non aggiorneranno le loro mappe e che si ostineranno a chiamare detti oceani e località con il vecchio nome, saranno imposte pesanti sanzioni perché il fatto sarà considerato “mancanza di rispetto nei confronti dell’Imperatore”.

La catalogazione dei Paesi del mondo: amici, neutri e barbari

Nei prossimi giorni sarà definito l’elenco dei paesi del mondo catalogati in base ai nuovi rapporti con gli USA. Tre le categorie: friendly (amici), neutral (neutri) e barbarian (barbari). L’attesa di scoprire in quale categoria finiranno le principali nazioni del mondo è piuttosto alta e, siamo sicuri, le sorprese non mancheranno. Del resto, con Trump non mancano mai. Curiosità per capire in quale dei 3 blocchi verrà collocata la Russia visti i recenti sforzi di mediazione del presidente USA per quanto concerne la guerra in Ucraina. Cina, Iran e Corea del Nord potrebbero finire fra i ‘barbari’. Incertezza per Canada e Messico dopo la questione dazi. E l’Italia? Visti i buoni rapporti con il premier Meloni, ipotizziamo la categoria “friendly”.

Le popolazioni delle province, ad esclusione degli immigrati provenienti da paesi barbari, avranno la cittadinanza imperiale e godranno dei privilegi che tale status comporta. Le province potranno adottare il sistema di governo nazionale che preferiscono, indire elezioni, avere parlamenti, parlare una propria lingua, usare indifferentemente il dollaro o la propria moneta, nonché intrattenere liberamente rapporti commerciali con altre province. L’unico requisito che viene loro richiesto è che si dimostrino “ubbidienti” all’Imperatore.

Per scoprire a quale lista apparterrà l’Italia o un’altra delle principali nazioni del mondo, rimandiamo al seguente link con il prompt del database nel quale inserire il nome della nazione.

Di seguito le istruzioni per il funzionamento:

  • Solo lettere maiuscole
  • Minimo 4 lettere
  • Non usare caratteri speciali o numeri
  • Se l’inserimento non sarà completato entro il tempo stabilito (5 secondi) l’operazione dovrà essere ripetuta
  • Massimo 3 tentativi ammessi

Le reazioni da tutto il mondo

Putin, secondo fonti del Cremlino, avrebbe storto il naso, preoccupato dall’espansionismo USA. Da che pulpito poi. Dalla Cina il commento è stato lapidario: “il nostro impero esiste da 3000 anni: vedremo quanto durerà quello americano”.

Il presidente turco Erdogan è stato il primo a congratularsi con Trump rivolgendosi a lui chiamandolo “collega”. Macron, durante l’inaugurazione della sagra nazionale del fois gras a Grenoble, ha ribadito: “la Francia è e resta una repubblica sovrana e non sarà mai la provincia di nessuno”.

Nessun commento ufficiale ancora dal Premier Giorgia Meloni. Il governo italiano ha parlato per bocca del Ministro degli Esteri Tajani il quale, nel contesto di un più lungo ed articolato discorso, ha affermato: “noi siamo Italiani, ma anche Europei, nonché Occidentali, ma siamo soprattutto Terrestri. Noi siamo una repubblica, ma non abbiamo nulla contro le monarchie, né, tantomeno contro gli imperi. Con l’America poi abbiamo un’amicizia che risale ai tempi di Cristoforo Colombo e che prescinde dai singoli governi e direi anche dalle varie possibili forme di ordinamento dello Stato. Pertanto per noi non cambia nulla, fermo restando il nostro sostegno alla democrazia ed ai nostri alleati”.

All’opposizione, la Schlein ha prontamente indetto una conferenza con un discorso un po’ frettoloso in cui ha espresso contrarietà all’idea, seppur sia poi sfociato nel populismo: “ci si dovrebbe occupare delle bollette” e “intanto in Italia la gente non arriva alla fine del mese”.

Giuseppe Conte invece, nel nome dell’antica amicizia che lo lega con il Presidente americano, gli ha inviato il seguente messaggio: “noi 5 Stelle siamo per la pace e per la giustizia e andiamo d’accordo con tutti quelli che amano la pace come te: felicitazioni. Con stima e affetto. Giuseppi.

A Bruxelles, Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha convocato un vertice anticipando che l’Europa dovrebbe emanare al più presto un nuovo regolamento per affrontare al meglio l’incoronazione di Donald Trump.