Sabato 29 marzo, nell’elegante location di Palazzo Nesci a Reggio Calabria, si è svolto l’evento “I Palazzi Storici Aprono all’Arte”. La galleria e il giardino del palazzo reggino è stato messo a disposizione dalla famiglia Nesci per ospitare una mostra d’arte di giovani artisti. Un connubio perfetto quello fra arte e storia, in grado di valorizzare e far conoscere ai cittadini Palazzo Nesci, testimonianza della Reggio Calabria ricostruita con il Piano Mori post terremoto del 1783, sopravvissuto al sisma del 1908. L’evento è stato organizzato dall’ing. Oreste Mario Dito che ha sempre un occhio di riguardo per la valorizzazione dell’arte e della cultura sul territorio reggino.
Palazzo Nesci, realizzato dall’ing. Porchi nel 1824 in stile neoclassico, situato sul Corso Garibaldi al n° 393, ha aperto le sue porte a tutti i cittadini affinchè potessero ammirare una mostra sulla Bellezza dell’Arte che ciascun artista ha espresso attraverso il proprio talento. L’evento ha avuto anche un risvolto sociale grazie alla possibilità di donare un’offerta libera, da parte dei visitatori, da devolvere all’Unitalsi Calabria in memoria di Saverio Nesci, docente dell’Università Mediterranea e professionista eccelso, prematuramente scomparso. Ogni artista ha deciso di donare una delle proprie opere per un sorteggio a premi fra tutte le persone che hanno contribuito alla raccolta fondi.

Hanno preso parte alla giornata Adele Sarlo Nesci (consorte di Saverio Nesci); Giuseppe Zimbalatti (Rettore dell’Università Mediterranea); il prof. Pasquale Amato; il dott. Trapani Lombardo (presidente Unitalsi-Calabria); Francesco Miroddi (critico d’arte) e gli artisti: Alberta Dito, Arianna Delfino, Cristina Giarmoleo, Daniela Sarica, Enrico Tarantello, Mjriam Caruso, Roberta De Cicco e Valentina Romeo.

Oreste Mario Dito: “abbiamo coniugato storia, arte e sociale”
L’ingegnere Oreste Mario Dito, intervenuto ai microfoni di StrettoWeb, ha spiegato la genesi dell’iniziativa: “l’idea nasce, forse anche con un po’ di presunzione, dall’aver capito che la città stessa non conosce bene la propria storia. Spesso i palazzi del Corso vengono guardati come entità a se stanti, non facenti parte della stori, invece, hanno tanto da raccontare. Palazzo Nesci è il più antico della città, costruito dopo il terremoto del 1783, con il Piano Morti ed è stato l’unico a resistere al terremoto del 1908. In aggiunta abbiamo dato la possibilità a giovani artisti reggini a poter esporre le loro opere in queste location prestigiose coniugando insieme bellezza del monumento e bellezza dell’arte. È stato un evento totalmente gratuito, realizzato in collaborazione con la famiglia Nesci, raccogliendo dei fondi per l’Unitalsi in memoria di Saverio Nesci“.
Alberta Dito: “tutti dicono di voler puntare sui giovani, ma poi veniamo messi da parte”
L’artista Alberta Dito ha lanciato un messaggio importante: “l’evento è stato molto importante, ha unito architettura e pittura attraverso la bellezza. Con i miei dipinti ho dato un contributo affinchè i cittadini si avvicinino all’arte. La pittura a Reggio non vive un momento brillante per noi giovani, è difficile trovare un modo per mostrare la nostra arte, sono molto poche le occasioni che ci vengono offerte e non capiamo il perchè. Tutti dicono di voler puntare sui giovani ma noi ci sentiamo abbandonati e messi da parte“.
Arianna Delfino: “creiamo un dialogo fra arte, cultura e città”
Arianna Delfino, una delle artiste presenti alla mostra, ha sottolineato l’importanza di aver avuto tanti visitatori alla mostra: “la gente è importantissima per la comunicazione con l’artista stesso. L’arte nasce nel momento in cui si rapporta al suo fruitore. Abbiamo avuto il modo di relazionarci con chi veniva a chiederci i perchè della scelta della tecnica e del tema di riferimento“. Arianna, infine, ha sottolineato l’importanza di valorizzare la città attraverso l’arte: “l’evento è stato utile per far conoscere Palazzo Nesci ai tantissimi spettatori. È molto importante creare un dialogo fra cultura, arte e città. Ho fondato, insieme ad altri ragazzi dell’Accademia, un’associazione a scopo sociale chiamata O.C.R.A (Obiettivo Culturale Risveglio Artistico) per il risveglio dall’ozio e amare l’arte in tutte le sue forme“.
Cristina Giarmoleo: “un’occasione di crescita, qui a Reggio, per noi artisti, ce ne sono poche”
Cristina Giarmoleo, artista reggina che attraverso dipinti e stampe grafiche cerca di creare unicità fondendo pittura e grafica, ha dichiarato: “la mostra a Palazzo Nesci è stata un’occasione di crescita personale. Ho avuto la possibilità di farmi conoscere, purtroppo qui a Reggio Calabria questa possibilità non c’è, non c’è ascolto. Questa è stata un’opportunità di trasmettere qualcosa attraverso le mie opere d’arte. Mi ispiro alla geometria di Kandinskij e al segno di Van Gogh. Cerco sempre di far suscitare delle emozioni nel pubblico“.
Daniela Sarica: “difficile fare arte a Reggio ma dove ci sono assenze, voglio essere presente”
Daniela Sarica, studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, specializzanda in pittura, abile nell’associare colori e forme con un approccio geometrico all’arte, ha presentato due opere: “una dal titolo ‘Luce’ e l’altra ‘Dal corpo allo spirito’. Sono stata molto contenta della mostra, la gente è stata molto incuriosita, mi ha fatto tante domande, riflessioni e anche complimenti! È stato bello vedere le persone coinvolte nella mia visione artistica“. Daniela: “restare a Reggio per fare arte è difficile. Io sto cercando di creare da sola le mie opportunità anche grazie a questa mostra, altrimenti le realtà sono quasi inaccessibili. Dove ci sono assenze, io voglio essere presente!“.
Enrico Tarantello: “permette a chi esce da Accademia e Università di farsi conoscere”
Enrico Tarantello, studente del Liceo Artistico di Cosenza che ha proseguito gli studi presso l’Università Mediterranea in Architettura, ci ha raccontato il suo punto di vista sulla mostra: “la parte più bella è stata il contatto con il pubblico in cui negli studi non siamo abituati. È stato bello avere una location così importante. Ho avuto l’onore di presenziare come artista”“. Enrico ha lanciato un appello affinchè si possano organizzare più eventi del genere: “è bello poter esporre le opere, parlare con il pubblico e farsi conoscere come persone più che come artisti. Espandiamo questa conoscenza di noi giovani che usciamo dall’Accademia, dall’Università per farci conoscere come persone e avere un contatto umano con il pubblico“.
Roberta De Cicco: “aprite la mente all’arte e venite a Reggio a scoprirla”
Roberta De Cicco, artista cosentina laureata all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, ha raccontato ai nostri microfoni: “per me l’arte è personale, mi rifaccio alla cultura giapponese nel concetto di essere umano. Cerco di smaterializzare l’uomo con forme spigolose e colori come blu, azzurro e bianco. Il contatto con le persone sta creando un filo conduttore, la gente si sta interessando a noi artisti, hanno riconosciuto il nostro senso. La mia non vuole essere un’arte d’élite, anzi vuole coinvolgere il fruitore e creare una conversazione“.
Roberta ha poi lanciato un messaggio significativo: “aprite la mente all’arte! L’arte non è chiusa all’interno di un museo, siamo noi stessi, il contatto con le persone, che non devono essere per forza formate in un contesto artistico ma possono fruire l’arte in maniera leggera. Questo è l’appello che voglio lanciare alle persone di Reggio e anche della mia Cosenza che verranno qui a scoprire nuovi tipi di arte“.































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